Allarme per la ristorazione e l’accoglienza siracusana, l’associazione XENÌA: “Da noi rispetto delle regole, prima di decisioni avventate gli operatori vengano ascoltati”

Siracusa, nasce Xenia sicilian hospitality network: l'associazione che mira  a rivoluzionare l'ospitalità - Siracusa News

“L’aumento dei contagi registrati anche in questi giorni ha riaperto il dibattito, a soli 2 giorni dall’entrata in vigore dell’ultimo Dpcm, su nuove ipotesi di ulteriori strette ad orari e attività”. Così in una nota diffusa alla stampa si esprimono i rappresentanti dell’associazione Xenìa di Siracusa. “Nella nostra città – proseguono – i componenti dell’associazione Xenía nel settore della ristorazione e della accoglienza hanno dimostrato grande senso di responsabilità. Gli operatori hanno da subito rispettato i protocolli e le prescrizioni igieniche e sono ancora oggi isola sicura per i propri clienti. In un clima grande incertezza gli imprenditori hanno saputo mettersi insieme per un rilancio armonico e sostenibile della città e oggi vogliono giocare la propria partita e non rinunciare al proprio lavoro. Un lavoro che coinvolge centinaia di famiglie e si svolge sempre nel rispetto della sicurezza dei propri clienti”.
“Chiediamo che la categoria sia ascoltata con estrema attenzione e con frequenza costante – ribadiscono i rappresentanti di Xenia – gli annunci e le fibrillazioni non fanno bene al Paese e neanche alle imprese, servono nervi saldi e consapevolezza di quanto sia importante questo asset economico nel territorio”. 
“Vogliamo ancora una volta esprimere il nostro disagio – commentano ancora gli operatori aderenti alla associazione Xenía – e rassicurare i nostri clienti. Non abbiamo mai abbassato la guardia e non lo faremo di certo adesso, le nostre isole sicure continueranno a trasmettere le emozioni di sempre e per questo chiediamo alla comunità di sostenerci. Dall’altro lato chiediamo alle istituzioni di ascoltarci e di ponderare scelte, aiuti e correttivi. Noi abbiamo rispettato le regole, dall’altra parte lo Stato e soprattutto la Regione non hanno mantenuto le promesse di aiuto fatte mesi fa”. 
“Oggi più che mai è il momento del dialogo – concludono – dimenticarlo sarebbe l’errore più grande della crisi pandemica, tanto dolore ci ha ricordato il valore assoluto della condivisione e questo deve essere il faro per l’azione quotidiana di tutti”.

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