Un emendamento “Salva Sicilia” proposto dal deputato Tommaso Calderone (FI) ha ottenuto il “sì” della Commissione Bilancio alla Camera: ecco cosa cambia per la Sicilia.

Il parlamentare azzurro aveva presentato un emendamento mirato a spalmare in dieci anni, anziché in tre, il debito di 866 milioni di euro contestato dalla Corte dei Conti, in modo da risolvere tutti i problemi finanziari della Regione.

Corte dei Conti che aveva sospeso il giudizio di parificazione del rendiconto della Regione Siciliana per il 2020 sostenendo l’irregolarità del ripiano del disavanzo di 2,2 miliardi che era stato diviso in dieci esercizi finanziari, ma i giudici ritenevano andasse fatto in tre anni.

“Ho sentito forte il dovere di fare qualcosa per risolvere una situazione difficile per la mia Regione che avrebbe avuto pesanti ricadute su tutti i Siciliani – ha affermato Tommaso Calderone – siamo riusciti, con l’approvazione dell’emendamento cosiddetto Salva Sicilia, a risolvere i pressanti problemi finanziari della Regione. Ringrazio la Commissione Bilancio, con in testa il Presidente Mangialavori e il mio Partito per l’impegno sinergico che ha portato a questo importante risultato”.

Soddisfatto dell’emendamento “Salva Sicilia” anche il governatore Renato Schifani: “La scorsa notte è stato approvato alla Camera l’emendamento spalma debiti della Sicilia. La nostra Regione è salva. È stato un grande gioco di squadra. Andiamo avanti sempre con maggiore determinazione nel nostro quotidiano lavoro per la mia terra”, ha dichiarato.

L’emendamento è stato riscritto dai relatori, tra cui il deputato Roberto Pella di Forza Italia, primo firmatario. Grazie al lavoro sinergico con il Governo Regionale, è stato possibile salvare la Sicilia.

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