Continuano le aggressioni agli agenti di polizia penitenziaria al carcere di Augusta. Due poliziotti penitenziari sono stati aggrediti e costretti alle cure del pronto soccorso. Una situazione che viene definita “esplosiva” dal sindacato dal dirigente nazionale del Cnpp.

La sigla sindacale ha denunciato i fatti attraverso una nota rivolta alle autorità, in primis il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, firmata dal dirigente nazionale Massimiliano Di Carlo e dal vicesegretario provinciale Giuseppe Mandurino.

“Nelle ultime ore la scrivente segreteria nazionale, a tutela del personale di polizia penitenziaria in servizio alla casa reclusione di Augusta, ha inviato una lettera indirizzata al ministro della Giustizia Marta Carbaia, al prefetto di Siracusa, Al capo del Dap, al direttore generale del Personale, al direttore generale dei detenuti e trattamento, al provveditore dell’amministrazione penitenziaria Regione Sicilia, al direttore dell’istituto penitenziario di Augusta”.

E continua: “Nella lettera, per l’ennesima volta, abbiamo definito la situazione nell’Istituto Penitenziario di Augusta, ‘esplosiva’ e abbiamo denunciato i gravissimi atti di aggressione che avvengono ai danni della Polizia Penitenziaria, che solo in ordine temporale, a distanza di pochissimi giorni, due Poliziotti Penitenziari, sono stati gravemente aggrediti da parte di alcuni detenuti, obbligando gli stessi, a causa delle ferite riportate, a dover ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell’Ospedale cittadino”.

La nota prosegue: “Abbiamo evidenziato Il grave episodio accaduto sabato 16 luglio scorso che ha messo a repentaglio l’ordine e la sicurezza dell’Istituto: Un numeroso gruppo di detenuti riusciva a prevaricare sui colleghi addetti al piano detentivo riuscendo a raggiungere il blocco piano terra, (non ci è dato conoscere le motivazioni di tale grave atto). Solo l’azione persuasiva dei colleghi in tenuta anti sommossa e il grandissimo lavoro di mediazione, ha ristabilito l’ordine e la sicurezza, evitando ulteriori e più gravi conseguenze”.

“Abbiamo denunciato altresì le ormai risapute gravi criticità dovute alla carenza di organico e la conseguente gestione quasi quotidiana di eventi critici con poche unità di Polizia Penitenziaria. I pochi colleghi “superstiti” che ancora reggono, sono sottoposti ad alto rischio di stress, lavorando sotto i livelli minimi di sicurezza, con doppi turni consecutivi, a volte anche ad ore di straordinario in eccedenza oltre le otto ore di servizio per giustificati motivi di ordine e sicurezza, con richiami in servizio nel giorno di riposo, ecc.”.

Ed inoltre: “Abbiamo sottolineato che a volte, per non dire spesso, nel turno serale non si riesce a garantire nemmeno la pausa cena. A pranzo capita che i cambi per le pause sono possibili solo grazie al contributo dei colleghi che rivestono il grado di Ispettore e Sovrintendente, che demansionandosi dal proprio ruolo di appartenenza garantiscono il minimo recupero psico- fisico ai Poliziotti in prima linea nelle sezioni detentive. Quando nonostante gli sforzi non è possibile garantire le pause, i colleghi non potendosi recare alla mensa, si devono accontentare del ‘sacchetto’ o addirittura del buono pasto continuando il servizio senza alcuna pausa intermedia”.

“Abbiamo nuovamente denunciato le gravi carenze strutturali, con locali o intere parti dell’Istituto fatiscenti con visibili  macchie  di  muffe,  parti  della  struttura  chiuse  per inagibilità, posti di  servizio  senza  servizi  igienici,  mancato  adeguamento  alla  riforma prevista dal regolamento di esecuzione del 2000: Infatti ci sono ancora parecchie sezioni in cui le  camere  dei  detenuti  mancano  della  doccia  interna,  con  conseguente  notevole aumento di carico di lavoro, servizi idrici limitati (la sera il servizio idrico all’interno della struttura viene totalmente interrotto per la grave carenza d’acqua mai risolta)”.

L’ultima parte della lettera è dedicata alle molteplici richieste del sindacato. “Abbiamo richiesto un urgentissimo significativo intervento risolutivo in merito alle aggressioni e agli atti di intolleranza verso il personale di Polizia Penitenziaria che hanno abbondantemente superato il limite di guardia:

Immediato sfollamento dei detenuti per il quale pende o ne viene richiesto l’allontanamento dall’Istituto;

Immediato significativo incremento di organico di Polizia Penitenziaria;

Immediato intervento del G.O.M a supporto del personale per ristabilire le regole di ordine e sicurezza;

Verifica complessiva sul sistema delle relazioni sindacali che rispettino il Contratto Collettivo Nazione del Lavoro, l’Accordo Quadro, il Protocollo d’Intesa Regionale e Locale;

Urgentissimo incontro con Il Sig. Ministro, il Sig. Prefetto, il Capo del DAP e il Direttore Generale del Personale e delle Risorse del DAP.

Inoltre in conclusione, abbiamo chiaramente espresso che in mancanza di quanto richiesto, questa Organizzazione Sindacale attuerà ogni forma di tutela per tutto il personale della Polizia Penitenziaria nei modi consentiti dalla Legge”.

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