Sono 225 i decessi avvenuti sulle strade siciliane nel 2021. Un numero molto alto, che va a superare anche i dati registrati prima del periodo in cui il traffico automobilistico è diminuito a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Tra 2021 e 2020, infatti, i dati riportati dall’Istat dicono che è avvenuta una variazione in positivo del 39,8% nel territorio siciliano, e un aumento del 7,1% rispetto al 2019: 210 i morti nel 2019, 161 nel 2020 e 225, per l’appunto, nel 2021. Il tasso di mortalità è del 4,7, in linea con quello nazionale che è del 4,9. Con questi numeri, l’isola si trova tra le regioni che hanno registrato il maggior numero di morti a causa di incidenti stradali: se in Lombardia i morti sono stati 357, si scende a 288 in Lazio, a 285 in Veneto, a 281 in Emilia Romagna.

In generale, nel 2021, il numero di morti per 100mila abitanti risulta più elevato della media nazionale, che si ferma al 4,9% in ben 12 regioni, dal 6,8 del Friuli Venezia Giulia a 5 del Lazio. Tuttavia, in linea con la strategia per la sicurezza stradale che pone come obiettivo il dimezzamento delle vittime entro il 2030, il tasso di mortalità è sceso più della media nazionale nelle Marche, in Veneto, Piemonte, Calabria Lombardia, Emilia-Romagna, Molise, Bolzano e Valle d’Aosta.

Nella penisola, nel 2021 sono 2.875 i morti in incidenti stradali (+20,0% rispetto all’anno precedente), 204.728 i feriti (+28,6%) e 151.875 gli incidenti stradali (+28,4%), valori tutti in crescita rispetto al 2020 ma ancora in diminuzione nel confronto con il 2019 (-9,4% vittime, -15,2% feriti e -11,8% incidenti). Le vittime entro le 24 ore sono 2.397 mentre si contano 478 deceduti dal secondo al trentesimo giorno dall’evento.

Una novità per il traffico sono i monopattini, la cui incidenza viene rilevata solo dal 2020: gli incidenti stradali che li vedono coinvolti, registrati in tutte le province italiane, passano da 564 del 2020 a 2.101, i feriti da 518 a 1.980, mentre i morti (entro 30 giorni) sono 9, più un pedone deceduto. Tra i comportamenti errati alla guida i più frequenti si confermano la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. I tre gruppi costituiscono complessivamente il 39,7% dei casi (78.477), valore stabile nel tempo. La guida troppo veloce è il comportamento più sanzionato, e rappresenta il 36% del totale.

Diminuiscono le sanzioni per mancato uso delle cinture di sicurezza, dei sistemi di ritenuta per bambini e per mancato uso del casco. Rimane elevato il numero di sanzioni per uso improprio di dispositivi in auto, in particolare dello smartphone. Se si guarda ai decessi per genere, si vede che, sul totale, 2.396 erano uomini (83,3%), mentre 479 erano donne (16,7%). La percentuale di uomini deceduti in incidente stradale risulta lievemente più alta rispetto alla consueta ripartizione percentuale (81% e 19%) ed è presumibilmente dovuta al mutamento delle abitudini di mobilità, ancora influenzate dalle misure di contenimento della pandemia. I conducenti deceduti ammontano a 2.072 (1.870 uomini e 202 donne), i passeggeri a 332 (196 uomini e 136 donne) e i pedoni a 471 (330 uomini e 141 donne).

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