Una seduta di Consiglio Comunale in straordinarietà ed urgenza per via dell’approvazione del punto riguardante lo scioglimento dell’Ufficio del segretario comunale convenzionato con il Comune di Solarino e l’approvazione della nuova convenzione con il comune di Rosolini. A Buccheri il civico consesso si è riunito su convocazione del presidente Gianni Garfì e ha approvato all’unanimità il punto all’ordine del giorno. Garfì ha ringraziato l’uscente Giuseppe Benfatto per aver dimostrato sempre la sua professionalità e disponibilità verso i capi area, il sindaco, la giunta e l’intero Consiglio Comunale. Lo scioglimento della convenzione con Solarino si è concretizzato dopo che quest’ultimo Comune aveva ufficializzato l’intenzione di volersi svincolare probabilmente per avere l’ufficio del segretario a tempo pieno e difatti, in modo collaborativo, anche Buccheri ha proceduto con lo scioglimento.

A ruota si è manifestata una nuova convenzione con il Comune di Rosolini (quest’ultimo quale Comune capofila) “addirittura portando delle migliorie in termini di economicità – dice Garfì – Le spese di gestione dovranno essere ripartite in 70% per Rosolini e 30% per Buccheri e scompariranno altri punti che dalla convenzione portando anch’essi risparmi”.

La delibera è stata quindi approvata all’unanimità anche con la nuova convenzione con Rosolini dando anche l’immediata esecutività all’atto. Approvati anche da tutto il Consiglio i criteri generali per l’adozione del nuovo Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi che il Comune aveva bloccato ormai da oltre un ventennio, atto che era stato oggetto anche di numerose integrazioni e che pertanto diventava parecchio obsoleto e ingestibile. “Adesso con i nuovi criteri di linea generale – commenta il Presidente Garfì – ci si attrezza per essere al passo con i tempi di oggi, con le linee guida che hanno un po’ tutti i Comuni e quindi per migliorare la macchina burocratica amministrativa”.

Buona parte dei lavori consiliari sono stati interessati dal punto relativo allo scioglimento dall’Unione dei Comuni Valle degli Iblei, argomento che ha fatto seguito alle dimissioni dell’ex Presidente dell’Unione Alessandro Caiazzo. L’argomento è stato sviscerato in tutte le sue sfaccettature dal presidente del Consiglio che ha raccontato come si è arrivati alla decisione importante: Garfì ha informato tutti i presenti, consiglieri, assessori e i cittadini presenti in aula, dell’impegno che la presidenza di Buccheri aveva posto in essere per poter raggiungere uno scopo, ma che di fatto, non è servito a nulla. “Mi sono premurato di ufficializzare a tutti i consiglieri una nota affinché potessero meglio approfondire la tematica ed in via parallela – spiega – ho invitato tutti i colleghi presidenti dei consigli comunali aderenti all’Unione ad un incontro che potesse dare stimolo e nuova linfa ad un’ente che non produce più quelli che erano i nobili scopi iniziali di 19 anni fa. L’incontro si è tenuto a Buccheri nel mese di agosto e lo scambio di vedute è stato quanto mai proficuo tant’è che si era rimasti d’accordo di indirizzare una nota al presidente in carica, Paolo Amenta, a cui chiedere fatti circostanziati e immediati circa lo scossone che Caiazzo aveva voluto dare con le sue dimissioni e di come voleva procedere. Dopo qualche giorno, l’unanimità manifestata nel corso della riunione, non è stata tale, almeno per alcuni rappresentanti dei Comuni aderenti. Infatti si è chiesto di modificare più volte il documento, cosa che è stata fatta comunque; si è materializzato anche un colloquio tra me e Amenta e quest’ultimo non era perfettamente d’accordo (essendo informato di tutto punto di quanto discusso) con quanto il Coordinamento dei Presidenti dell’Unione voleva portare avanti”. Garfì ha aggiunto che “Amenta ha affermato di aver trovato una situazione non in linea dal punto di vista burocratico e finanziario e pertanto voleva avere ancora del tempo per capire come intervenire. Dopo questo, un Presidente del Consiglio si è defilato non approvando quanto era stato concordato anche in sua presenza. Subito dopo, ho incontrato il primo cittadino di Buccheri per informarlo che la situazione era sempre in fase di stallo pertanto, si è pacificamente deciso di intraprendere un’azione politica di grande coraggio e decretare l’uscita dall’Unione dei Comuni”.

Il dibattito in aula, in ogni caso, è stato molto proficuo e stimolante e il sindaco ha spulciato la questione che lo ha indotto al gesto. Un contributo è arrivato dall’assessore D’Angelo. “Una decisione sicuramente ponderata, unanime per il gruppo di maggioranza e politica ma ritengo importante per il Comune di Buccheri ma anche per l’intera Unione quella di decretarne ufficialmente l’uscita -racconta il presidente Garfì – perché ormai, avendo internalizzato i servizi essenziali che l’Unione aveva, c’era poca carne al fuoco se non un paio di servizi di poca valenza e taluni mai partiti; se poi evidenziamo che c’erano delle discrepanze in seno agli sparuti impiegati rimasti che non riuscivano a dialogare con i sindaci o addirittura, dopo formale diffida avuta dal segretario dell’Unione, non adempivano a quanto impartito, vorrei capire quanto tempo ancora il presidente Amenta voleva per porre fine alla questione. Il Comune di Buccheri potrà e farà sicuramente tesoro di quanto vissuto in seno all’Unione e si guarderà intorno nel poter creare delle nuove aggregazioni con altre Municipalità presenti nel territorio in un momento delicato quale è quello di una tornata politica che interessa anche la Regione, oltre che le Nazionali. Sono convinto – conclude Garfì, che ci sono le condizioni per creare delle nuove forme di collaborazione e di ciò, sono certo che il sindaco Caiazzo saprà valutare, coinvolgendo anche la Presidenza del Consiglio”.

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