Corrono a briglia sciolta i prezzi dei carburanti: poco o nullo l’effetto dell’aumento di produzione di greggio deciso ieri dall’OpecPlus. Molto più forte l’effetto combinato sul barile della driving season statunitense, dell’annunciato embargo europeo nei confronti del petrolio russo e della prospettiva di una piena ripartenza dell’economia cinese dopo gli ultimi lockdown.

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e del gasolio. Per Q8 +6 cent/litro su entrambi i prodotti, per Tamoil +5 cent/litro.

Queste sono le medie dei prezzi praticati, comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti.

La benzina self service costa 1,948 euro/litro (+36 millesimi, compagnie 1,955, pompe bianche 1,932), diesel a 1,860 euro/litro (+31, compagnie 1,870, pompe bianche 1,838).

Benzina servito a 2,073 euro/litro (+31, compagnie 2,118, pompe bianche 1,986), diesel a 1,991 euro/litro (+24, compagnie 2,042, pompe bianche 1,894).

Gpl servito a 0,831 euro/litro (invariato, compagnie 0,839, pompe bianche 0,821), metano servito a 1,841 euro/kg (-15, compagnie 1,897, pompe bianche 1,799), Gnl 2,066 euro/kg (-17, compagnie 2,088 euro/kg, pompe bianche 2,049 euro/kg).

Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 2,020 euro/litro (servito 2,252), gasolio self service 1,946 euro/litro (servito 2,184), Gpl 0,920 euro/litro, metano 2,282 euro/kg, Gnl 2,017 euro/kg.

La ragione principale dell’impennata dei prezzi alle stazioni di servizio sono le quotazioni del greggio in continua salita. Dopo l’ottovolante della giornata di martedì 31 maggio, aperta con un’impennata ma chiusa poi in calo, il petrolio riprende a correre, con il Wti e il Brent in rialzo dell’1,5% in vista della riunione dell’Opec+, rispettivamente a 116,3 e 117,3 dollari al barile. Anche le notizie sull’embargo deciso dall’Unione Europea nei confronti del petrolio russo e la progressiva revoca delle restrizioni anti-Covid in Cina hanno contribuito a far oscillare i prezzi.

L’intervento del governo sulle accise, che ha ridotto la tassazione di 30,5 cent, è stato prorogato fino all’8 luglio 2022. Tuttavia i prezzi sono continuati a crescere. Per questo potrebbe essere necessaria ulteriore proroga della misura da parte del Governo.

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