CASSIBILE, ARTICOLO UNO: “PATTO UNITARIO PER LA DIGNITÀ, I DIRITTI E LA LOTTA AL CAPORALATO”

 

Siracusa | Articolo Uno paladino nella lotta al caporalato | Webmarte.tv -  Notizie e Informazioni in Sicilia

Tuonano le parole di Pippo Zappulla e Ninni Gibellino Segretario regionale e cittadino di “ArticoloUno” per quanto concerne la spinosa questione di Cassibile. Secondo gli esponenti di AricoloUno, infatti, urge un patto unitario che garantisca la dignità, i diritti e la lotta al caporalato.
“Nell’ambito del Patto unitario che abbiamo contribuito a definire – dicono Zappulla e Gibellino – e che abbiamo convintamente sottoscritto e sosteniamo noi crediamo che l’obiettivo da perseguire sono il riconoscimento di almeno tre diritti che vanno tutelati, garantiti e rispettati tre punti fondamentali”.
Il primo punto dicono Zappulla e Gibellino è: “quello dei braccianti di ogni singolo colore privati spesso delle condizioni minime delle norme contrattuali, della sicurezza, dell’accoglienza e dignità. In questo senso la lotta contro il caporalato e lo sfruttamento selvaggio è una piaga che non può essere lasciata solo sulle spalle del sindacato”.
Il secondo punto, secondo gli esponenti di ArticoloUno è: “quello della comunità di Cassibile, parliamo della stragrande maggioranza dei suoi abitanti, spesso silenziosi ma che hanno dato in questi anni lezione di solidarietà e accoglienza. A loro va garantito il diritto a servizi adeguati a consentire una civile convivenza e al contempo infrastrutture e viabilità valide e adeguate. Un’attenzione più chiara e incisiva da parte
dell’amministrazione comunale. Il secondo diritto da garantire a Cassibile è quello di essere liberati da questa infamia che taluni, strumentalmente, tentano di addebitare di una comunità razzista e neofascista”.
Terzo e ultimo punto secondo Pippo Zappulla e Ninni Gibellino è: “garantire con il lavoro e la legalità la raccolta e la qualità delle nostre produzioni agricole. Un Patto serve anche alle Imprese del settore e a quelle serie che pur in minoranza esistono. Non è con il lavoro nero, con il caporalato, con lo sfruttamento che si affermano le nostre produzioni. Ma sulla loro qualità ed eccellenza e una delle condizioni è il rispetto dei diritti delle persone che ci lavorano”.

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