Covid-19, da lunedì la Sicilia è in zona gialla: torna l’obbligo della mascherina anche all’aperto

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La Sicilia da lunedì 30 agosto tornerà in zona gialla. È stata, infatti, firmata l’ordinanza dal ministro della Salute Roberto Speranza, in quanto, secondo il monitoraggio dell’Iss di venerdì 27 agosto la Regione è classificata a rischio moderato ma con “un’alta progressione di escalation nei prossimi 30 giorni”. Inoltre la Sicilia è tra quelle che registrano dati più bassi relativi alla popolazione vaccinata: il 55,2% ha ricevuto entrambe le dose contro il 62% della media italiana e solo l’8,4% è in attesa della seconda dose. Cosa cambia, adesso, veramente? In tutta Italia è stato abolito il coprifuoco che, quindi, non è più valido in zona gialla, e gli spostamenti sono liberi, sia tra Comuni che tra Regioni. I ristoranti sono aperti sia al chiuso che all’aperto, ma il limite di commensali al tavolo è di quattro persone.  All’aperto, il servizio può essere offerto a tutti. Il green pass è indispensabile per l’accesso ad una serie di attività e servizi (piscine, palestre, centri termali, cinema, teatri, parchi a tema, congressi e fiere). Cambiano anche le regole per le mascherine, che restano obbligatorie sia all’aperto che al chiuso. «La “zona gialla” in Sicilia, decisa dal ministro per la Salute – che ho sentito poco fa al telefono – non coglie di sorpresa nessuno. È, purtroppo, il risultato del fatto che nell’Isola, negli ultimi mesi, da un lato si è verificata un’intensa propaganda contro il vaccino, dall’altro è arrivato un ingente flusso di turisti, per la fortuna dei nostri operatori, direi. Non cambia molto col “giallo”, ma il passaggio di colore deve suonare come un campanello d’allarme». Lo dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci, commentando il provvedimento del ministro Speranza che colloca la Sicilia in “zona gialla” da lunedì 30 agosto, a seguito del superamento dei parametri previsti. «Mi aspetto che i siciliani non vaccinati contro il Covid – prosegue Musumeci – sentano la priorità di dare corso a questo dovere civico. Cos’altro deve accadere perché si convincano? Se nella terapia intensiva dei nostri ospedali vanno quasi tutti i non vaccinati, si vuole finalmente prendere contezza della necessità di proteggersi? La mia ordinanza sulla vaccinazione nei 55 Comuni più esposti è operativa. Valuterò domani se estenderla a tutti i centri sotto i parametri di immunizzazione, a prescindere dalla diffusione del contagio. Non si può subire ancora l’egoismo di una minoranza e l’ipocrisia di qualche politico alla ricerca di facile consenso. Dobbiamo tutti e presto tornare alla vita normale». Un verdetto che pesa su chi ha rispettato le regole in questi mesi e fa puntare a molti il dito contro quelli che invece non hanno fatto nulla per arginare i contagi. Il virologo Roberto Burioni è furioso per la deriva siciliana, tanto che arriva a prendere di mira sui social chi ha ostentato come un vanto il non rispetto delle regole. “Grazie a questi irresponsabili (avventori e gestori) da lunedì la Sicilia è in zona gialla. Se martedì (Dio non voglia!) siete in Sicilia, vi viene un infarto e trovate la rianimazione piena sapete chi ringraziare“, è il tweet del professore che rilancia il post di Facebook di Santi Daniele Zuccarello, commercialista ed ex consigliere comunale a Messina. L’uomo aveva pubblicato un selfie con un’allegra comitiva a tavola, al ristorante. “Da Roma alla Sicilia è un soffio. Francesca ed altri amici arrivati in Sicilia hanno voluto conoscermi di persona e tutti insieme siamo andati a mangiare una bella pizza. Chiaramente senza greenpass“, si vantava il commercialista, che chiosava: “Ricordatevi non siamo soli, la rete ci aiuta e siamo tanti!“. Un atteggiamento inaccettabile per Burioni che mette alla berlina dalla sua bacheca il commercialista no green pass. 


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