Covid-19, da lunedì stop alle mascherine all’aperto. Dagli scienziati un coro: “Vaccinarsi prima delle ferie”

Mascherine monouso, si possono disinfettare? Meglio di no

Tutta Italia zona bianca da lunedì 28 giugno, con la decadenza dell’obbligo di mascherine all’aperto, proprio mentre crescono i timori per nuove chiusure e zone rosse a causa della variante Delta del coronavirus. Non è comunque un liberi tutti senza mascherina: la presenza delle varianti, in particolare quella Delta che ha già rallentato le riaperture in Gran Bretagna, suggerisce prudenza. Le mascherine, infatti, dovremmo portarle sempre con noi, perché saranno ancora necessarie in negozi, bar, ristoranti, aerei, treni e tutti gli altri mezzi pubblici. Resta, comunque, obbligatorio usarle anche all’aperto nei casi in cui non è possibile mantenere le distanze di sicurezza.
“La zona bianca è un risultato incoraggiante – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza – ma , soprattutto alla luce delle nuove varianti, servono ancora cautela e prudenza. La battaglia non è vinta”.
Un’affermazione condivisa dagli scienziati: la direttrice del dipartimento per le malattie infettive dell’Iss, Anna Teresa Palamara, pur parlando di allerta e non di allarme, avverte che la variante Delta è destinata a diventare dominante.
I dati del report di venerdì dell’Istituto superiore di Sanità parlano chiaro: in poche settimane i casi si sono quadruplicati, arrivando al 16,8%.
“Per quanto riguarda la variante Delta – ha sottolineato il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza – il Ministero e le Regioni stanno alzando il livello di guardia. È necessario continuare con la campagna di vaccinazione per immunizzare il maggior numero possibile di persone con il ciclo completo e allo stesso tempo. Ed è importante mantenere dei comportamenti individuali prudenti”.
A complicare le cose, se i primi dati saranno confermati, c’è il fatto che la variante Delta non avrebbe quell’importate sintomo spia che ha aiutato a identificare i casi sin dall’inizio: la perdita dell’olfatto.
Secondo Massimo Galli, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, ciò renderebbe “più difficile identificare il virus”.
“Si segnala – ha detto il presidente dell’Istituto superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro – un numero crescente di focolai della variante Delta che, come sappiamo, presenta una maggiore trasmissibilità e che deve farci porre notevole attenzione” .
L’appello di tutti gli esperti è quello di correre con il completamento delle vaccinazioni, raggiungere subito coloro che ancora non hanno ricevuto neanche la prima dose e non rinviare per alcun motivo la seconda. Anzi i richiami, secondo Carlo La Vecchia, epidemiologo e ordinario all’Università di Milano, dovrebbero essere anticipati per gli over 60.
In Italia, infatti, sono ancora oltre due milioni e settecentomila gli over 60 non ancora vaccinati. Emerge dall’ultimo rapporto settimanale della struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. Sono 354mila gli over 80 “in attesa di prima dose o della dose unica”, sono 813mila nella fascia 70-79, e 1,5 mln nella fascia 60-69: in totale circa 2,7 mln ancora non immunizzati.
Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, “occorre che gli italiani si vaccinino perché con la variante Delta gli obiettivi finali della campagna vaccinale sono cambiati: dobbiamo immunizzare l’80-85% della popolazione. E poi bisogna procedere al sequenziamento e alla genotipizzazione dei casi registrati: è inaccettabile che in un momento come questo l’Italia rimanga all’1% dei casi sequenziati, dobbiamo correre e arrivare anche al 10%”.
“Bisogna fare il richiamo senza rimandare a dopo le vacanze – ha detto l’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola -, finché non si è completamente vaccinati (dieci giorni dalla seconda dose), bisogna continuare a usare mascherine e distanziamento. Solo dopo il ciclo completo di vaccinazione possiamo sentirci al sicuro”.
“E’ importante che si parta per le vacanze con la seconda dose di vaccino effettuata – ha aggiunto Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma – e dobbiamo convincere a non rinviare il vaccino per andare in ferie”.

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