Covid, impennata di contagi in Sicilia, 1.143 i nuovi casi

Nuovo picco per la quarta ondata in Italia, dove dal tre aprile scorso non venivano superati i ventimila contagi e, secondo il bollettino di ieri, siamo a quota 20.497.
Per quanto riguarda i morti, che sono stati 118, bisogna risalire al 28 maggio, quando furono 126, per trovare una cifra paragonabile.
Intanto il Natale si avvicina e, secondo il monitoraggio della Cabina di regia, sette regioni e province autonome hanno superato la soglia di allerta del 10% per l’occupazione di posti letto Covid nelle terapie intensive: Calabria (all’11,8%), Friuli Venezia Giulia (14,3%), Liguria (12,4%), Marche (14,8%), Bolzano (18%), Trento (16,7%), Veneto (12,4%).

Venti regioni e province a rischio moderato

Ma nel report si sottolinea anche che sono venti le Regioni e province autonome che risultano classificate a rischio moderato. Tra queste, cinque sono ad alta probabilità di progressione a rischio alto. “Una regione (Molise) è classificata a rischio basso”, e sono “dodici le Regioni e le province autonome che riportano un’allerta di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza”.

Impennata nel NordEst

“Anche in Italia, sebbene in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, c’è un trend in crescita” dei casi di Covid-19, ha sottolineato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità e portavoce del Cts. Per la settima settimana consecutiva “c’è un trend in crescita”, testimoniato “dall’aumento dell’incidenza e da Rt sopra 1”.

Per Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma, nonostante i numeri in aumento, “il nostro Paese è messo meglio degli altri”.

“Però – ha aggiunto – non siamo immuni da questa crescita: sia la variante Delta che è molto infettiva, sia la Omicron che può esserlo anche di più, ci danno dei segnali di attenzione. Dobbiamo vigilare, stare attenti, perché l’incremento, tutto sommato lento che abbiamo oggi, non diventi esponenziale”.

Fare i conti con il Covid per tutto il 2022

Per Ricciardi bisognerà fare i conti con il Covid per tutto il 2022: “Dobbiamo essere attenti – ha detto – e dobbiamo capire che questa pandemia purtroppo, per il fatto che ancora non abbiamo vaccinato tutta la popolazione mondiale, rimarrà per tutto l’anno prossimo”. E, sulla variante Omicron, “dobbiamo essere massimamente attenti perché dove è presente si è diffusa a una velocità spaventosa, addirittura cinque volte superiore rispetto alla Delta che già ci aveva impressionato. E se fosse così, sarebbe molto preoccupante”.

Casi in aumento tra gli under 20, il 16 i vaccini

Brudaferro ha aggiunto che in Italia, come la scorsa settimana, “la circolazione del virus riguarda soprattutto la fascia d’età sotto i 20 anni e quella tra i 30 e i 49 anni”.
Il trend di crescita “si conferma anche nelle fasce d’età più giovani, fra loro i ricoveri sono fortunatamente più contenuti, ma presenti”.

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Ed è boom di prenotazioni per la somministrazione del primo milione e mezzo di dosi di vaccino destinate ai bambini tra cinque e undici anni che parte il 16 dicembre.

Sono 1.143, intanto, i nuovi casi di Covid-19 registrati nell’isola a fronte di 32.502 tamponi processati in Sicilia.

Sul fronte del contagio nelle singole province questi i dati di giorno ieri, 10 dicembre, nelle singole province siciliane: Catania 276 nuovi contagi, Messina 250, Palermo 148, Trapani 146, Siracusa 95, Caltanissetta 79, Agrigento 73, Ragusa 40, Enna 36.

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