Covid, lieve calo dei positivi in Sicilia, a Siracusa 125 nuovi contagi

Sono 1.212 nuovi casi di Covid19 registrati nell’isola a fronte di 26.781 tamponi processati in Sicilia. Il giorno precedente i nuovi positivi erano 1.368. Il tasso di positività sale al 4,5% ieri era al 4,4%.

L’Isola è all’ottavo posto per contagi, al primo posto c’è la Lombardia con 5.397 casi, al secondo il Veneto con 3.442 casi, al terzo l’Emilia Romagna con 2.500 casi, al quarto il Lazio con 2.404 casi, al quinto la Campania con 2.006 casi, al sesto il Piemonte con 1.569 casi e al settimo la Toscana con 1.370 casi.

Gli attuali positivi sono 20.787 con un aumento di 912 casi.

guariti sono 339 mentre le vittime sono 10 e portano il totale dei decessi a 7.349.

Sul fronte ospedaliero sono 575 ricoverati, con 26 casi in più rispetto a ieri; in terapia intensiva sono 61, 6 casi in più rispetto a ieri.

Sul fronte del contagio nelle singole province, questa la situazione giornaliera dei casi: Catania 274, Messina 242, Trapani 206, Palermo 194, Siracusa 125, Caltanissetta 107, Ragusa 61, Agrigento 28, Enna 24.

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‘Rafforzamento delle misure organizzative per la gestione dell’attuale fase epidemica’. A metterlo nero su bianco è la circolare del ministero della Salute. Nel raccomandare la “tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative per fronteggiare un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria”, la circolare allerta anche rispetto ad “ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore diffusione” della variante Omicron.

Una “tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da SarsCoV2, sia a livello territoriale che ospedaliero”. La raccomandazione è contenuta in una circolare del ministero della salute, anticipata oggi da Repubblica, indirizzata a Regioni e Comuni. Ciò, si legge, considerando che “l’Italia si trova in fase epidemica acuta, caratterizzata da elevata velocità di trasmissione del virus nella maggior parte del paese” e alla luce della maggiore diffusione di Omicron.

La circolare ‘Pandemia da SarsCoV2: rafforzamento delle misure organizzative per la gestione dell’attuale fase epidemica’ è firmata dal direttore della Prevenzione del ministero Gianni Rezza e dal direttore generale della Programmazione sanitaria Andrea Urbani.

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Alla luce dell’attuale andamento epidemico ed “altresì in considerazione degli ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore diffusione della variante virale B.1.1.529, designata dall’OMS come variante Omicron, le cui caratteristiche in termini di trasmissibilità, gravità della malattia e sensibilità ai vaccini attualmente in uso non sono ancora chiaramente definite – si afferma nella circolare – si ritiene importante raccomandare la tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da SARS-CoV-2, sia a livello territoriale che ospedaliero, garantendo l’adeguata presa in carico dei pazienti affetti da COVID-19 in relazione alle specifiche necessità assistenziali”. Il ministero rimanda quindi le Regioni alle circolari già emanate per la gestione delle precedenti ondate pandemiche e che riguardano, in particolare, misure per la rimodulazione dell’attività programmata considerata differibile, indicazioni per partorienti e neonati, riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali per la gestione dell’emergenza con il potenziamento dei posti letto ospedalieri e dell’assistenza sul territorio.

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