Covid, Sicilia ad un passo dalla zona gialla. Razza: “Minoranza senza dose non decida sorti dell’Isola”

Sicilia, ormai è certo: da domani zona gialla? - Sicilia 24h

Si attende soltanto l’ufficialità da parte della cabina di regia, ma da lunedì prossimo, tecnicamente la Sicilia approda in zona gialla. Se oggi ci sarà la conferma, sarà la prima regione italiana a cambiare colore dopo il via libera, a fine luglio, dei nuovi criteri per calcolare il rischio Covid basati sulle ospedalizzazioni, con soglia del 10% per l’occupazione dei posti in rianimazione e 15% per i posti letto in area medica non critica.
La nostra Isola, infatti, pur rimanendo stabile nei valori comunicati ieri dall’Agenas, ha sforato il tetto di occupazione delle terapie intensive portandosi all’11%, dopo una settimana di altalena tra il 10 e il 9 per cento, e ha superato il limiti previsti per le aree mediche portandosi al 20% e quello dei contagi. Una settimana fa la Sicilia, per le norme del Dl del 23 luglio scorso, era stata a un passo dal giallo.
Gli analisti lo avevano visto nei loro calcoli giornalieri, sia per le ospedalizzazioni che sul fronte dei casi. E proprio in relazione ai contagi, ieri la Fondazione Gimbe, nel suo monitoraggio indipendente settimanale, ha messo in evidenza come tra le tredici province italiane che fanno registrare un’incidenza di oltre 150 casi per 100.000 abitanti (la soglia per il tracciamento è fissata a 50), ci sono tutte e nove le province siciliane: Caltanissetta (318), Ragusa (281), Enna (268), Siracusa (234), Trapani (195), Messina (185), Catania (180), Palermo (163) e Agrigento (156).

L’assessore alla Salute della Regione Siciliana, Ruggero Razza, ha dichiarato ieri al Tg5: “Abbiamo il dovere di chiedere a quella percentuale di cittadini siciliani che non ha fatto il vaccino, di fare come la maggioranza, perché la minoranza non può consentire né consentirsi di decidere le sorti di tutti gli altri siciliani”.

“Razza perde il pelo ma non il vizio di spalmare: molti medici siciliani si stanno ribellando al delirante provvedimento che obbliga i medici alla dimissione ospedaliera e al ricovero domiciliare per i malati di Covid con il 92% di ossigenazione, ossia infetti e in piena insufficienza respiratoria”. Lo ha denunciato il deputato del Pd Santi Cappellani, il quale ha annunciato che avrebbe “chiesto al ministro Speranza di valutare la legittimità di questo provvedimento regionale”.

“Cappellani risponderà della sua dichiarazione davanti all’autorità giudiziaria – ha risposto Razza – se avrà la dignità di non mascherarsi dietro l’immunità parlamentare. Il documento sull’appropriatezza dei ricoveri è stato stilato dal Comitato tecnico scientifico e non dalla politica”.

La Sicilia resta, comunque, il fanalino di coda in Italia per le vaccinazioni: solo il 55,2% della popolazione risulta immunizzato con la doppia dose di vaccino rispetto a una media italiana del 62,2%; le persone in attesa della seconda dose sono l’8,4%, mentre il dato più preoccupante è quello delle persone senza neanche una dose: il 36,3%, contro una media italiana del 29,3%. Come dire che più di un siciliano su tre non è ancora compiutamente vaccinato. Le eventuali misure della zona gialla, specie per chi ha il green pass, saranno del tutto ininfluenti: non cambierà nulla, né per le restrizioni né per il trend del Covid. Il passaggio in zona gialla delle Sicilia, però, tra i divieti comporterà la reintroduzione dell’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto e a un limite massimo di 4 commensali nei ristoranti.

Sul fronte del contagio nelle singole province, intanto, la situazione è la seguente: Palermo 254; Catania 231; Siracusa 139; Trapani 131; Enna 115; Caltanissetta 96; Agrigento 84; Messina 35; Ragusa 12.

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