Amministrazione comunale, magistratura, avvocati e Dipartimento di giurisprudenza dell’università di Messina per diffondere la cultura della legalità a partire dai più giovani. Una «alleanza», è stata definita dal sindaco, Francesco Italia, per creare dei cittadini consapevoli delle regole sociali e della civile convivenza. Tutto questo è raccolto nel progetto “Educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva” che rientra nell’offerta formativa proposta dal Comune alle scuole siracusane, trovando l’adesione di ben 10 istituti comprensivi (Giaracà, Martoglio, Wojtyla, Santa Lucia, Falcone-Borsellino, Archia, Chindemi, Brancati, Orsi, Archimede) e 8 scuole superiori (Gargallo, Einaudi, Corbino, Federico di Svevia, Gagini, Insolera, Quintiliano, e Fermi), i cui rappresentati hanno partecipato stamattina alla conferenza stampa di presentazione tenuta da esponenti di tutti i soggetti coinvolti.
«Un progetto importante – ha detto il sindaco Italia – del quale siamo convinti. Ciò che vedo dal mio osservatorio mi preoccupa, perché noto una degenerazione dei comportamenti sociali e sempre più spesso sono protagonisti i giovani. Un fenomeno che deve essere combattuto con il concorso delle istituzioni, degli enti e delle categorie del territorio, i quali devono agire assieme come se fosse una vera e propria alleanza. Questo progetto, che proponiamo da tanti anni, si rivolge alle scuole dove i giovani si formano nella fase della crescita, ma è sempre più necessario riuscire ad agganciare le famiglie
e renderle parte attiva del percorso».
Per l’assessore alla Legalità, Fabio Granata, «si tratta di una progetto di cittadinanza attiva che passa per due fattori: uno è il recupero alla memoria di chi si ha speso la propria vita per la legalità, non solo i nomi noti ma anche persone esemplari rimaste sconosciute; l’altro fattore è quello della consapevolezza e della ricerca della verità. I ragazzi devono essere spinti a interessarsi a ciò che avviene qui ed oggi in città, a iniziare dalle grandi inchieste sui rifiuti industriali e dal degrado e dalla devastazione dei beni comuni. Quindi impegnarsi avendo al nostro fianco la magistratura, qui presente ai massimi livelli con la Procura, il Tribunale e l’Anm, gli avvocati, con il presidente dell’Ordine, ma soprattutto la scuola che resta la più grande agenzia formativa e di educazione a nostra disposizione».
«Crediamo nella bontà di questo progetto – ha detto il procuratore capo Sabrina Gambino –. Il ruolo della magistratura passa anche attraverso queste iniziative rivolte al contesto in cui opera così come è doveroso per noi delineare le priorità della nostra azione adeguandole al territorio», ha aggiunto facendo riferimento alla presenza di uno dei più grossi poli industriali italiani e di un importante patrimonio artistico. «Questa iniziativa – ha affermato Veronica Milone, presidente della prima sezione del tribunale civile – permette ai noi magistrati di essere vicini alla formazione dei giovani e alla cittadinanza e di affermare che la magistratura può avere un ruolo attivo nella società perché portatrice di valori a cominciare dalla legalità». Di sensibilità e attenzione dei giovani verso i valori di fondo e le tematiche civili ha parlato il segretario dell’Anm di Siracusa, Stefano Priolo.
«Sposiamo con entusiasmo questo progetto – ha detto il presidente dell’Ordine degli avvocati, Carmelo Greco, accompagnato dal segretario, Angela Giunta – perché da otto anni siamo stati coinvolti e organizziamo iniziative di educazione alla legalità e di alternanza scuola lavoro. Bisogna partire dai giovani per innescare quei cambiamenti sempre più necessari». Parità di genere, rispetto delle diversità e contrasto al bullismo sono sono i temi che saranno affrontati degli avvocati.
“Educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva” è uno dei quattro progetti proposti dal Comune alle scuole siracusane e coordinati da Giuseppe Prestifilippo. Nel corso dell’anno negli istituti si terranno vari incontri che culmineranno nella produzione di elaborati, anche utilizzando strumenti multimediali, da parte degli studenti.

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