Alla fine è arrivato anche il sofferto si di Gianfranco Miccichè e diventa ufficiale, a poche ore dalla chiusura dei termini per la presentazione dei simboli elettorali, la candidatura dell’ex presidente del Senato Renato Schifani alla guida del centrodestra per la conquista di Palazzo d’Orleans.
Dopo il veto forzista alla ricandidatura del Presidente uscente Musumeci, una serie di proposte civetta e di rinunce strategiche, fra niet di vario genere e il fascio di candidature femminili posto da Miccichè, si era arrivati a una soluzione mediata fra Ignazio La Russa e Berlusconi che indicava in Schifani la figura di garanzia che poteva rompere l’impasse, che avrebbe potuto addirittura portare a una rottura nel fronte del centrodestra isolano.

L’ultimo disperato tentativo notturno di non cedere a un nome a lui non gradito era stata una lettera di tutto, o quasi, il partito isolano a sostegno di una candidatura di Miccichè che comunque appariva, anche con il sostegno di Berlusconi e Salvini, palesemente divisiva.

Alla fine pertanto Miccichè ha dovuto, per un minimo di buonsenso, dare il via libera ufficiale a Renato Schifani.

“La ritrovata unità nella coalizione di centrodestra è un fatto estremamente positivo e ci può permettere di lavorare ancora con più intensità in questa campagna elettorale, senza ulteriori tensioni. Una candidatura unitaria può permetterci, grazie all’impegno di tutti, di vincere – dichiara il commissario regionale della DC Nuova, Totò Cuffaro -. Come Dc, ribadiamo, il nostro apprezzamento per il nome di Renato Schifani, uomo dall’alto profilo Istituzionale e con un notevole trascorso politico e saremo al suo fianco con spirito di collaborazione e lealtà”.

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