Sulla decisione europea dell’embargo del petrolio russo si registra l’intervento di Pippo Zappulla e Antonino Landro, rispettivamente segretario regionale e provinciale di Articolo Uno che vi leggono <una dichiarazione di chiusura programmata della raffineria Lukoil- Isab di Priolo>. E con effetto domino, ammoniscono i due <è inevitabile la crisi di altre attività produttive>. <Un vero e proprio salasso economico ed occupazionale – avverte Zappulla – drammatico e insostenibile per una provincia e una regione che vive già difficoltà pesantissime sul terreno del lavoro>. <Con l’embargo del petrolio russo non si può sottovalutare questo gravissimo effetto collaterale. Così non si realizza la transizione energetica ed ambientale – sintetizzano il segretario regionale e provinciale di Articolo Uno – Non si avvia un processo di decarbonizzazione, non si attiva un processo serio e concreto di sviluppo industriale sostenibile: in tal modo di programma solo macelleria occupazionale, economica e sociale>. Zappulla ammonisce ancora una volta con durezza il governo regionale <la risposta ai pericoli non è la dichiarazione dello stato di crisi industriale complessa. Questo eventuale riconoscimento rappresenta, infatti, lo strumento per gestire una stagione di transizione e di interventi verso la sostenibilità ambientale. Senza investimenti certi e risorse pubbliche e private più che uno strumento si presenta come il modo più o meno soft per mandare a casa le persone senza ritorno>. Quindi <occorre con urgenza un tavolo ai massimi livelli del governo nazionale> suggerisce il segretario regionale Zappulla – La decisione della CGIL di avviare una fase di mobilitazione, a cui confermiamo il nostro sostegno, la salutiamo – concludono Zappulla e Landro – come l’inizio del protagonismo unitario del territorio. Solo, infatti, con la lotta unitaria del sindacato tutto, delle istituzioni e delle forze politiche più avvedute potrà consentire di conquistare le risposte giuste>.

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