EMERGENZA COVID-19 E DISSERVIZI SUI TAMPONI IN SICILIA. PRESENTATA DA GIOVANNI CAFEO INTERROGAZIONE URGENTE AL GOVERNATORE MUSUMECI

Giovanni Cafeo – PdArs

“Nella giornata di ieri ho presentato un’interrogazione urgente al presidente Musumeci e all’assessore alla Salute Razza in merito alla preoccupante situazione riguardante la quantità, le modalità, le carenze dei reagenti nei laboratori di analisi e le conseguenti lunghe tempistiche dei tamponi utilizzati per individuare la positività al Covid-19”.

Ad annunciarlo è il deputato regionale, Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione ARS Attività Produttive.

“Considerata l’importanza di avere con rapidità l’esito dei tamponi effettuati – prosegue Cafeo – e alla luce delle recenti notizie, confermate da fonti dirette, a proposito di criticità e carenze talmente gravi da compromettere la delicata e fondamentale azione di rilevazione e gestione dei contagi, soprattutto a Catania e a Siracusa dove si sono registrati addirittura casi di smarrimento dei tamponi, ho voluto chiedere con urgenza le ragioni che hanno determinato la paradossale situazione rappresentata e se, in particolare, siano state fornite idonee istruzioni affinché alla distribuzione di tamponi per la rilevazione corrisponda al contempo un’adeguata fornitura dei reagenti richiesti per il loro esame”.

“Anche se sono arrivati in queste ore dalla Protezione Civile nazionale ulteriori 12 mila tamponi – spiega ancora Cafeo – resta la necessità di verificare per le migliaia di cittadini rientrati dal nord che si sono autodenunciati o iscritti al portale nelle scorse settimane l’esito della quarantena, un lavoro che deve essere svolto per forza di cose in maniera precisa e senza gli intoppi fin qui verificati”.

“Inoltre, ho fatto presente la possibilità di affiancare ai soliti tamponi oro-faringei anche l’utilizzo degli esami sierologici – continua Giovanni Cafeo – più rapidi ed in grado di intervenire precocemente sugli infetti, individuando facilmente la presenza degli anticorpi specifici in circolo”.

“Infine non ho potuto che sollevare ancora una volta l’attenzione sul personale sanitario in prima linea nella lotta al coronavirus – conclude il deputato all’Ars – chiedendo nella mia interrogazione se e quali atti di competenza si intendono assumere affinché si proceda con priorità al monitoraggio delle eventuali condizioni infettive fra medici, infermieri e volontari presenti negli ospedali, anche per evitare che gli stessi diventino involontariamente e incolpevolmente veicoli di propagazione”.

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