Etna, violenta pioggia nera. I sindaci: “È un disastro, non ce la facciamo più”

Etna, il sindaco di Milo: «Caduti 5 cm di cenere, siamo disperati» | La  Sicilia

L’Etna si risveglia. Dopo una lunga pausa, rispetto a come ci aveva abituati negli ultimi mesi, il gigante siciliano torna a farsi sentire. Dopo aver riportato la ripresa dell’attività stromboliana al cratere di Sud-Est alle ore 15:25 locali di ieri, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha comunicato che “alle 15:45 GMT si è registrato un incremento dell’attività stromboliana con passaggio a fontana di lava”. 

Un’altissima colonna di fumo e cenere si è innalzata verso il mar Jonio, in direzione Sud/Est. L’attività esplosiva ai crateri sommitali Sud-Est dell’Etna ha prodotto due flussi lavici, uno in direzione Valle del Bove e un altro in direzione Sud-Ovest: quest’ultimo ha circondato Monte Frumento Supino. La nuova fase eruttiva, oltre a produrre due flussi lavici, ha causato soprattutto una enorme nube di cenere e lapilli ricaduti sui Comuni di Milo, Sant’Alfio, Giarre e Fornazzo.

Un vero e proprio bollettino di guerra, da quelle zone, con gravi problemi di viabilità: rallentamenti per il precipitare di materiale piroclastico si sono registrati anche su tratti dell’autostrada Catania-Messina. “Non può più essere considerato un fenomeno sporadico – ha sottolineato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – visto che questi episodi sono sempre più frequenti e non possono essere gestiti come occasionale emergenza”.

“L’Ue – ha affermato Musumeci – deve autorizzare un Piano che ci consenta di dare risposte immediate e congrue a sindaci e cittadini costretti da sette mesi a affrontare un’ emergenza che è diventata routinaria”.

“Un disastro, sono avvilito e disperato. Il paese è sommerso da un tappeto alto 5 centimetri di cenere vulcanica. Circa 7 kg per metro quadrato, caduti nello spazio di due ore, dalle 18 alle 20, dopo il nuovo risveglio dell’Etna e la ripresa dell’attività stromboliana del cratere di sud-est documentata dai bollettini Ingv“.

“Come Sindaco – ha, poi, incalzato Cosentino, primo cittadino di Milo – sono pronto anche a gesti eclatanti, se serve andrò dal Prefetto a consegnare la mia fascia tricolore. Come Comune abbiamo impegnato e ancora non pagato alle ditte private circa trecentomila euro per ripulire strade, piazze, il cimitero e i tetti degli edifici pubblici come le scuole, il Municipio. E si tratta di una cifra enorme per un Comune di appena mille abitanti come il nostro”. E il sindaco di Milo ha sottolineato come quello della cenere dell’Etna sia un problema insostenibile non soltanto per gli amministratori, ma anche “per i privati cittadini, che devono pure sostenere spese consistenti che intaccano i risparmi delle famiglie”. Intorno alle 20:30 la situazione è tornata alla calma e si è concluso l’ennesimo parossismo del vulcano catanese.

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