Il Sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, Vice Presidente regionale di ANCI Sicilia, presente stamani a Palermo, presso la Sala Pio La Torre dell’Assemblea Regionale Siciliana, a fianco del Presidente Leoluca Orlando e del Segretario Mario Emanuele Alvano, all’incontro di ANCI Sicilia per illustrare le proposte che Associazione dei Comuni siciliani sottopone, con un documento approvato dai numerosi Sindaci presenti, all’attenzione delle forze politiche in vista delle elezioni nazionali e regionali del prossimo 25 settembre, al fine di “evitare il crack finanziario dei Comuni siciliani e l’impoverimento di cittadini e imprese”.

«Siamo di fronte al momento più delicato della vita dei Comuni come vado gridando da mesi, in particolare, in quest’ultimi anni – ha sottolineato il Sindaco Paolo Amenta, Vice Presidente regionale ANCI Sicilia -. Momento difficile sia dal punto di vista economico, con la drastica riduzione dei trasferimenti finanziari di questi anni e l’impossibilità di riscossione dei tributi per le difficoltà che vivono famiglie e imprese. Un quadro di disagio per il sistema degli Enti Locali aggravato ulteriormente dal vertiginoso aumento dei costi energetici che di fatto hanno triplicato i costi nell’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini, dalla sicurezza con l’illuminazione pubblica al funzionamento dei pozzi e all’erogazione dell’acqua, alla depurazione e così via. Mettendo altresì a rischio, con la riapertura delle scuole, anche l’accensione dei riscaldamenti nel periodo invernale e le stesse mense scolastiche lievitando a dismisura i costi per i pasti. A ciò si sommano anche le difficoltà organizzative per gli Enti Locali, privi di professionalità adeguate, come responsabili dei Servizi finanziari e degli Uffici tecnici, e con le piante organiche talmente impoverite da non poter redigere progettazioni e accedere alle risorse finanziaria come PNRR e Programmazione 2021-2027, restando così ancora tagliati fuori dallo sviluppo e dalla crescita. Purtroppo i dati parlano chiaro, ad oggi sono 52 gli Enti in dissesto finanziario, 50 hanno attivato il piano di riequilibrio finanziario, 320 non hanno approvato il Bilancio di previsione 2022-2024 e 323 Enti non hanno approvato il Rendiconto di gestione 2021.

In questi anni – prosegue il Sindaco Amenta – come ANCI abbiamo avanzato, inascoltati, proposte per richiedere modifiche normative in modo da incidere sulla capacità finanziaria e organizzativa degli Enti Locali, essendo sempre più necessario un intervento di modifica normativa, prendendo atto che una finanza locale pressoché interamente basata sulla riscossione dei tributi locali non è sostenibile per la gran parte dei Comuni di regioni come la Sicilia che devono fare i conti con la disoccupazione, lo spopolamento e il piano demografico, sociale e della crescita economica quasi del tutto sconosciute in altre parti del Paese.

Non si può continuare a fare come lo struzzo e a mettere la testa sotto la sabbia perché la Sicilia muore, per questo ci rivolgiamo alle forze politiche impegnate nelle elezioni regionali e nazionali del 25 settembre.

E a loro diciamo che occorre istituire il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) nella Regione Siciliana, al fine di garantire il ruolo delle Autonomie Locali dell’Isola per il tramite di un organo che sia obbligatoriamente consultato e possa formulare proposte su tutti gli atti legislativi ed amministrativi di interesse di Comuni, Liberi Consorzi di Comuni e Città Metropolitane.

E da subito è necessario prevedere quantomeno un raddoppio delle risorse regionali destinate ai Comuni e l’eliminazione delle “riserve”, ricordando come le risorse dell’ex Fondo delle Autonomie sono passate dagli oltre 900 milioni del 2009 agli attuali circa 330 milioni. Svincolare il 50% del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) e ridurre i Fondi di garanzia. Sospendere la sanzione per mancata compilazione dei questionari Sose e comunicazione dati contabili che blocca le risorse erogate dal Ministero dell’Interno per le piccole opere ma potranno riguardare le risorse per i progetti di rigenerazione urbana per i Comuni sopra i 15 mila abitanti oppure i PUI per le città metropolitane. Consentire l’assunzione di personale qualificato e approvare norme a tutela della dignità istituzionale degli amministratori locali. Ed inoltre, riformare l’attuale governance in materia di rifiuti, acque, energia, protezione civile, incentivando misure che consentano efficientamento energetico e risparmio di energia anche attraverso le Comunità energetiche, e attuare misure per il superamento dell’emergenza rifiuti e favorire per la realizzazione di impianti pubblici.

Promuovere – conclude il Vice Presidente regionale di ANCI Sicilia Amenta –  processi virtuosi di sviluppo economico e sociale dei territori, definendo azioni di sistema e di coordinamento tra le politiche regionali e quelle dei territori anche attraverso la costituzione di Centri di Competenza sovracomunali, un processo di semplificazione delle procedure amministrative, definendo il percorso di istituzione delle Zone Franche Montane (ZFM) già avviato, a livello nazionale e regionale, nel corso della precedente legislatura».

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