Fumo nero crea ancora preoccupazione fra i cittadini

Una grande nube nera ha ammorbato stamattina il cielo di Siracusa. Non è la prima volta, ma sta ormai diventando una pericolosa costante, nonostante qualcuno giorni addietro tramite i media ha informato che ci sarebbero state delle emissioni in atmosfera. L’emissione di fumo nero, visibile da Citta Giardino, Priolo e Melilli, ha provocato ansia e preoccupazione tra la gente. Una scena che non poteva passare inosservata e che è stata segnalata dal sempre attento presidente dell’Organizzazione Sicilia Ambientale, Fabio La Ferla, pronto a denunciare quanto accaduto contro ignoti: “Stiamo pensando di presentare un esposto alla Procura della Repubblica – dice La Ferla – pur non sapendo da quale torre è stato  provocato questo accadimento. Sarà la Procura a fare le dovute e necessarie indagini, confidiamo come sempre nella giustizia, nella Magistratura e  in tutte le forze politiche costituzionali, in tutti gli organi competenti e nella Prefettura”. Ad avviso dell’Organizzazione Siciliana Ambientale i sindaci possono intervenire fino ad un certo punto, non avendo pieni poteri. “Sicuramente- aggiunge La Ferla – sarebbe opportuno un intervento del parlamento siciliano nonché di quello nazionale visto e considerato l’incidenza tumorale in questo territorio, tanto è vero che è stato presentato brevi manu da un gruppo di cittadini al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ,quando venne a fare visita a Siracusa, un registro che indica l’incidenza tumorale in questo territorio con dati alla mano. Per quello che ci risulta come Organizzazione Siciliana Ambientale il sindaco del sito d’interesse piu’ grande d’Europa, Priolo Gargallo, di certo ha diversamente sollecitato gli addetti ai lavori cosi come, per quanto ci risulta, ha fatto il sindaco del capoluogo della città di Siracusa essendo, secondo l’articolo 32 comma 1 della costituzione italiana, il primo responsabile della salute pubblica dei cittadini. Di certo vi è un altro sito di interesse nazionale, il cosiddetto sin, che ricade anche nel territorio di Melilli. Purtroppo – aggiunge – all’Organizzazione Siciliana Ambientale risulta che il sindaco, sospeso con divieto di dimora, non possa intervenire in questa importante causa ma siamo certi che chi fa le sue veci, il facente funzione, in qualche maniera si destreggerà per poter intervenire in tal senso.  Mi sto confrontando con l’avvocato Giardina e a breve decideremo se rivolgerci o meno alla Magistratura. Non vogliamo abituarci a tutto questo. L’inquinamento industriale sta distruggendo questo meraviglioso angolo di Sicilia e, se continuiamo così, ci ammaleremo tutti. Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a tutto ciò, io non ci sto. Dobbiamo tutelare la nostra salute – osserva – difendendo in tutti i modi questa comunità. Le parole non bastano più. Occorre agire e – prosegue La Ferla – informare sempre puntualmente la magistratura di tutto ciò che accade. Siamo in presenza di reati ambientali che non devono finire nel dimenticatoio. Agiremo ancora per vie legali, ma  chiediamo il sostegno della collettività perché è un problema che riguarda tutti e non possiamo far finta che non esista. La salute è un bene primario sancito anche dalla Costituzione e non possiamo continuare a cedere al ricatto lavorativo. Nel nostro territorio 1600 persone si ammalano di tumore al polmone, la metà ne muore, ogni anno. Questo silenzio assordante mi fa terribilmente irrigidire, perché chi agisce deve essere punito, bisogna sfatare questi atteggiamenti assurdi. Non dobbiamo pensare – conclude il presidente dell’Organizzazione Siciliana Ambientale –  che il nostro lavoro sia un lavoro inutile, abbiamo presentato una serie di esposi, attraverso il team di legali Giardina, Speranza, Rotelli , Basile e la Procura di Siracusa per quanto ci risulta ne ha preso atto. Stiamo continuando silenziosamente a fare il nostro lavoro”.

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