Gaetano Galvagno, 37 anni, per la seconda volta in Assemblea regionale siciliana, è il nuovo Presidente del Parlamento nella 18^ legislatura. Dopo  aver temuto che l’accordo saltasse, la maggioranza ritrova un minimo di compattezza ma l’elezione avviene, anche, grazie al soccorso dei deputati di Cateno De Luca che hanno votato per il giovane presidente di Fratelli d’Italia.

L’elezione di Galvagno è avvenuta nella seconda votazione. Non tutto, però, è andato liscio come sperava il Presidente della Regione, Renato Schifani che si fa garante di una maggioranza che cerca di ritrovare la propria compattezza.

I rapporti di forza all’Ars, però traballano e sono chiari. La maggioranza conta su 40 parlamentari su 70 mentre 30 sono i parlamentari di opposizione suddivisi in tre gruppi, 11 ciascuno per Pd e 5 stelle e 8 per Sicilia Vera di Cateno De Luca.

Voti che sarebbero stati sufficienti ad eleggere a seconda votazione Galvagno, se la maggioranza fosse stata compatta. Se, infatti, a primo voto servivano 46 preferenze (maggioranza qualificata ovvero due terzi del parlamento), a secondo tentativo ne bastavano 36 (maggioranza assoluta quindi metà più uno dei 70 Parlamentari.

In aula c’erano tutti i 70 deputati ed hanno votato tutti, quindi ottenere 36 voti da una maggioranza che conta su 40 deputati doveva essere semplice.

Ma così non è stato. La maggioranza, infatti, ha espresso 35 voti per Galvagno, uno in meno di quelli necessari. 5 i voti dispersi: 4 sono a dati a Giorgio Assenza, il deputato di Fratelli d’Italia che fino a qualche giorno fa era indicato come possibile presidente dell’Ars. Uno, invece, è andato a Pippo Gennuso.

Si tratta di 5 voti figli della corrente di Gianfranco Miccichè all’interno di Forza Italia, vero sconfitto da un punto di vista politico di questa tornata, ma anche, in parte, dai dissensi all’interno del partito della Meloni, dove non tutti hanno gradito i diktat che arrivano da Roma.

Chiara la destinazione dei voti dei partiti delle opposizioni. Le undici schede bianche sono degli 11 deputati 5 stelle, mentre gli undici deputati del Pd hanno ‘firmato’ le schede votando ciascuno per se stesso.

I voti di De Luca

Facendo i conti tutto torna. Galvagno ha ottenuto 43 voti: 35 sono quelli della maggioranza (già detratti i 5 dissidenti) e 8 sono quelli di Sicilia Vera. Ne sarebbe bastato uno ma i deputati di De Luca hanno votato in massa e il perché se lo lascia sfuggire anche lo stesso Galvagno che fra i suoi ringraziamenti sottolinea la sua personale e indissolubile amicizia con Danilo Lo Giudice, il pupillo di Cateno De Luca.

I nodi da sciogliere

Ora bisognerà sciogliere i nodi che hanno portato a questa singolare “protesta“ degli azzurri che vanno dalle imposizioni romane che potrebbero anche portare qualche rivoluzione, in vista della Giunta.

Nodi che, sicuramente, vanno sciolti per evitare di ritrovarsi schivi dei voti di De Luca o di qualsiasi altro pezzo dell’opposizione come accaduto per 5 anni a Nello Musumeci.

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