Hotspot di Augusta, Vinciullo: “Basta con le menzogne!”

Hotspot Augusta

“Dopo che si è sparsa la notizia che il Procuratore della Repubblica avrebbe aperto delle indagini in seguito al mio esposto sull’hotspot di Augusta, è iniziata la corsa e la rincorsa per accreditarsi il merito di quanto starebbe accadendo. Ed uso volutamente e doverosamente il condizionale”. Lo dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’ARS il quale prosegue così: “Dopo l’iniziale scetticismo in seguito al mio esposto, dopo le polemiche perché avevo osato chiedere l’intervento della Procura della Repubblica su una vicenda in cui i diretti responsabili, ad iniziare dal Comune di Augusta, avevano preferito tacere, adesso, mistificando- aggiunge il deputato regionale- si tenta di accreditarsi il merito di ciò che starebbe accadendo, per cui il mio originale esposto, che era “inutile, inconcludente, fazioso e solo per mettersi in evidenza”, adesso diventa patrimonio comune e cioè un esposto e/o una denuncia a più mani, in cui tutti avrebbero avuto un ruolo, tranne il sottoscritto, che forse il 27 novembre quando depositò solo con il suo legale di fiducia, avv. Paola Mastroviti, l’esposto in Procura ebbe a copiarsi l’interrogazione parlamentare che, poi, sarebbe stata depositata in data 27/01/2016, cioè 60 giorni dopo.
Dopo aver assunto per 60 giorni atteggiamenti tipici da don Abbondio e comportamenti da Ponzio Pilato, improvvisamente scoprono di essere dei Brave Heart, cioè dei cuori impavidi e si lanciano, con fare rapace, contro l’hotspot, cercando di accreditarsi meriti che non hanno, che non gli sono dovuti e che, in una visione assolutamente insopportabile della politica, pensano di accreditarsi. Basta menzogne, cercate di essere seri, pensate invece di amministrare il Comune di Augusta che state già portando allo sfacelo, pensate ai precari, che tutti i gironi torturate e non pensate di accreditarvi il lavoro altrui.
Se ci riuscite- conclude Vinciullo- siate seri, se avete il coraggio tirate fuori, come ho fatto io, i documenti che avete prodotto a tutela del porto di Augusta, altrimenti tacete per sempre”.

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