Il governo di Giorgia Meloni, ha deciso. Anche sul discusso tema del tetto al contante: il limite per i pagamenti in contanti salirà dai 2mila attuali a 5mila euro. È quanto scritto, nero su bianco, nella bozza del dl Aiuti quater, presentato in Consiglio dei ministri.

La norma, riferiscono le agenzie di stampa, è contenuta nell’articolo 6 del decreto, dove sono previste “misure urgenti in materia di mezzi di pagamento”, e prevede, appunto, un tetto di 5mila euro a partire dal 1° gennaio 2023 per le “limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore”.

Il progetto di legge, depositato dalla Lega prevedeva di innalzare il limite fino a 10mila euro, ma da Fdi hanno giudicato la soglia eccessivamente alta e alla fine è stata trovata una soluzione di compromesso.

L’Italia è uno dei 18 Paesi europei ad aver stabilito un limite ai pagamenti in contanti e l’introduzione di questo limite è stato pensato per combattere l’evasione fiscale. Ma ci sono alcune nazioni in cui evidentemente questa necessità non è stata avvertita, e sono ben nove nell’Unione: Austria, Cipro, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Olanda.

Il limite è fissato a mille euro invece in Francia, Spagna e Svezia, mentre la nazione con il tetto più basso è la Grecia con soli 500 euro.

Il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in una intervista alla “Stampa” spiega perché l’innalzamento del tetto dei contanti a 5 mila euro è sbagliato: “Sarà un favore a corrotti ed evasori, un segnale negativo ed un grande passo indietro per l’Italia”.

“Si comprende meglio – ha concluso Conte – il motto del governo, che non è più “non disturbare chi ha voglia di fare“, bensì non disturbare chi ha voglia di dedicarsi al malaffare”.

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