La Sicilia brucia, ogni anno, alla prima folata di vento di scirocco. L’idea dell’incendio che nasce da eventi spontanei può essere consolante, ma è evidentemente lontana dalla realtà: nel corso dell’estate del 2021 ben 494 sono stati gli incendi dolosi, 311 non classificabili, 21 colposi e uno solo per ragioni naturali.

È stata la Commissione regionale Antimafia a voler approfondire e individuare quali possono essere le cause che portano la criminalità ad appiccare incendi ovunque su tutto il territorio regionale. Perché i dati dimostrano come oltre la metà degli incendi sia inequivocabilmente doloso, e buona parte del resto potrebbe esserlo; durante le audizioni della commissione sono venute fuori diverse tesi sui motivi e gli interessi a bruciare.

Una delle novità sarebbe il collegamento con il business del fotovoltaico: si appicca il fuoco per disboscare la propria area che non produce e darla in locazione a società di fotovoltaico, con affitti che si aggirano sui 3 mila euro per ettaro. Un guadagno che, secondo le audizioni, gli agricoltori di oggi non avrebbero attraverso le attività tradizionali della coltivazione.

Per Coldiretti Sicilia quella di quest’anno sarà un’altra estate difficile sul fronte incendi, un’altra “stagione di passione“. E questo principalmente per colpa dei piromani, che “agiscono in un momento in cui le risorse da destinare alla prevenzione sono, purtroppo, poche“.

“Gli incendi non sono provocati dalle alte temperature ma – prosegue Coldiretti – da criminali. Non possiamo permetterci di passare un’altra stagione come l’estate scorsa quando il fuoco devastò migliaia di ettari. Occorre immediatamente avviare un piano che potenzi i controlli soprattutto nei fine settimana visto che puntualmente il sabato e la domenica le fiamme distruggono la nostra Regione”.

“L’anno scorso morirono animali, andarono in fumo coltivazioni, boschi, pali di recinzione. È passato quasi un anno dallo stanziamento di fondi per gli agricoltori danneggiati stabilito da un’ordinanza della Protezione civile emessa il 12 agosto 2021, in piena emergenza. Gli agricoltori colpiti avrebbero dovuto ottenere il ristoro subito ma così non è stato e non è”, aggiungono i rappresentanti di Coldiretti Sicilia.

Incendi in Sicilia, la conta dei danni e gli interventi di prevenzione -

Tra emergenza incendi e ristori mai dati, la situazione in Sicilia non appare semplice: “Nulla si è più saputo dello stanziamento e dell’iter. Il risultato è che gli imprenditori agricoli hanno avuto soprattutto l’aiuto della Coldiretti che in tutt’Italia si è mobilitata per far arrivare fieno e altro, mentre a oggi la Protezione Civile non ha ancora dato una risposta”.

“Non è possibile che in questa Regione chi subisce danni da tragedie come gli incendi debba affrontare anche i muri eretti da un sistema burocratico che strozza le imprese. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza che – ha concluso Coldiretti – evidentemente non può essere più combattuta con gli stessi mezzi ma servono provvedimenti che stanino e condannino i criminali che appiccano il fuoco”.

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