E’ stata revocata la misura degli arresti domiciliari per Claudia Catania, l’ispettore della Polizia fermata qualche settimana fa in un’indagine che aveva riguardato alcuni agenti accusati di spaccio di sostanze stupefacenti. Il gip di Catania ha revocato la misura cautelare per il venir meno dei gravi indizi di colpevolezza. Attraverso una consulenza calligrafica disposta dai Pm è stato accertato con grande evidenza che le firme apposte sul referto apparentemente riconducibili a Claudia Catania sono palesemente contraffatte e quindi appare chiaro che sia stato qualche altro soggetto a sostituire i reperti.

Il 18 ottobre scorso erano state dispite misure restrittive nei confronti di quattro soggetti, indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e psicotrope e, tra gli altri, corruzione, peculato e falso in atto pubblico. In carcere sono finiti i poliziotti Rosario Salemi e Giuseppe Iacono, mentre per la Catania erano stati disposti i domiciliari. Secondo la tesi accusatoria l’ispettore di Polizia avrebbe in due frangenti avrebbe sostituito dello stupefacente con dei mattoni e con del mannitolo. Accuse dalla quale la poliziotta si è sempre difesa con forza durante i due interrogatori resi davanti al Gip e davanti ai magistrati titolari dell’indagine. La Catania fin da subito ha risposto a tutte le domande con dovizia di particolari tanto che proprio i Pm Sorrentino e Priolo, alla luce della perizia calligrafica, hanno richiesto la revoca della misura cautelare.

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