Isee 2022, cosa cambia e come si calcola: tutte le novità

Milano - 730 precomplitato e dichiarazione dei redditi

Isee, come si calcola? Novità in arrivo con il nuovo anno, con l’indicatore della situazione economica equivalente che si potenzia dal 2022 per consentire alle famiglie di ottenere nuovi bonus e detrazioni modificate. Dal superbonus 110% per le villette agli aiuti ai giovani per l’acquisto della prima casa, ci sarà un altro modo di calcolare la dichiarazione sostitutiva unica che porta alla definizione dell’indicatore. A spiegare , cos’è, come cambia e a cosa serve il nuovo Isee 2022, sono gli esperti del sito di informazione legale La Legge per tutti.

Cos’è l’Isee, cosa cambia

“Isee – spiegano – sta per indicatore della situazione economica equivalente. Stabilisce la ricchezza di un nucleo familiare attraverso i dati relativi al reddito e al patrimonio dei componenti del nucleo e tiene conto di altri fattori, come la presenza di eventuali portatori di handicap ecc. Questo indicatore viene richiesto per numerose prestazioni socio-assistenziali, cioè per avere diritto a bonus e detrazioni, ad esempio, sulle rette universitarie, sulle mense scolastiche, sugli sconti in bolletta, sull’esonero dal pagamento di tributi e imposte, ecc.

Per ottenere l’Isee è possibile seguire una di queste due strade: rivolgersi ad un centro di assistenza fiscale (un Caf); accedere con il proprio Spid al sito dell’Inps e compilare la dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu) per la richiesta dell’Isee”.

Dal 2022 cambia, in parte, il calcolo dell’Isee e, inoltre, viene allargato il numero delle prestazioni per le quali sarà richiesto questo indicatore come requisito indispensabile per poterne beneficiare.

A cosa serve

Tre le prestazioni per le quali finora veniva richiesto l’Isee ad una determinata soglia (a seconda del bonus o della detrazione in oggetto), le più importanti, ricorda quindi il sito di informazione legale, “erano il reddito di inclusione (Rei); il reddito di cittadinanza; la pensione di cittadinanza; le prestazioni socio-sanitarie; la riduzione della tariffa per mensa scolastica e asilo nido; il bonus per i libri scolastici; la riduzione per tasse universitarie e borse di studio; il bonus per luce, gas e acqua; la riduzione per la tassa rifiuti; il bonus bebè“. Ebbene, a queste prestazioni si aggiungono dal 2022 “l’assegno unico dei figli; il superbonus 110% per le villette (limite a 25mila euro) e il bonus sull’acquisto della prima casa per gli under 36 (limite a 40mila euro)”.

Isee: novità sul calcolo nel 2022, cosa cambia e quali documenti presentare  - Giornale di Sicilia

Come calcolarlo

Per ottenere l’Isee dal 2022, continuano gli esperti, “alcuni passaggi resteranno identici a quelli previsti in passato. Altri vengono modificati. Si parte sempre dall’individuazione del numero dei componenti del nucleo familiare su cui calcolare l’indicatore. Il riferimento è quello della famiglia anagrafica al momento della presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu). Per esempio, fanno parte dello stesso nucleo familiare ai fini Isee due coniugi che hanno due residenze diverse per motivi di lavoro o per una separazione di fatto ma non quelli che hanno ottenuto la separazione giudiziale. Così come rientrano nello stesso nucleo i genitori non sposati e conviventi che hanno la stessa residenza”.
E ancora: “I figli vengono calcolati nell’Isee del genitore con cui convivono, anche se risultano fiscalmente a carico dell’altro genitore. La regola vale anche per i maggiorenni conviventi, anche se sono fiscalmente autonomi. Se, però, i figli maggiorenni hanno spostato la residenza altrove, fanno nucleo a sé quando hanno compiuto i 26 anni, sono sposati o hanno figli oppure hanno un reddito che li rende indipendenti dai genitori”.
Inoltre, si legge ancora, “rischiano di finire nello stesso nucleo familiare i coinquilini che condividono un appartamento per risparmiare sulle spese: se hanno tutti la residenza nello stesso luogo, per evitare di formare un solo nucleo Isee tra di loro, ciascuno deve ottenere in Comune il proprio stato di famiglia”.

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