La Sicilia da lunedì in zona gialla, ma sostanzialmente non cambierà nulla

L’annuncio era nell’aria, più volte il presidente Musumeci aveva invocato la prudenza dovuta a un eccesso di contagi da variante Omicron. E da lunedì come preannunciato dal ministro Speranza anche la Sicilia insieme a Lombardia, Piemonte e Lazio entrerà in zona gialla. 

«Rispetto a un anno fa- sottolinea il Presidente della Regione, Musumeci – nonostante la massa enorme di contagi, potrebbe apparire una minima restrizione. Ma io voglio fare ancora appello a tutti i siciliani: è tempo di rispettare le regole che conosciamo da due anni. I nostri cittadini hanno mostrato di essere responsabili, lo conferma l’aumento delle vaccinazioni in questi ultimi giorni. Attenzione, quindi, alla serata di oggi. Possiamo vivere la nostra socialità serenamente: basta farlo con accortezza».

Dopo il consueto monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e del ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia, il ministro Roberto Speranza, quindi, ha emanato un’ordinanza per definire la nuova mappa a colori dell’Italia, con le diverse regioni classificate in base al rischio Covid.

Regioni in zona gialla dal 3 gennaio 2022

I numeri dicono che l’incidenza dei contagi ogni centomila abitanti schizza in tutta Italia e in alcune aree supera già ora la soglia della zona arancione. La scorsa settimana non ci sono stati cambi di colore e dunque a Liguria, Marche, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, le province autonome di Trento e Bolzano e la Calabria (gialle dalla settimana ancora precedente) si aggiungono le 4 che da lunedì cambieranno fascia portando a 11 il totale delle regioni gialle.

Il passaggio da zona bianca a gialla scatta al raggiungimento di tre parametri (in contemporanea): incidenza settimanale dei nuovi contagi ogni 100 mila abitanti uguale o superiore a 50 casi, il tasso di occupazione dei posti letto ospedalieri nei reparti ordinari al 15% e quello nelle terapie intensive al 10%. Sull’Isola siamo rispettivamente al 20% e all’11%. La zona arancione, invece, si raggiunge se vengono superate le soglie del 20% e 30% rispettivamente per terapie intensiva e ricoveri in area medica. L’incidenza deve superare i 150 nuovi casi ogni 100 mila abitanti per settimana.

Cosa cambia tra zona bianca e zona gialla

Cosa cambia rispetto alla zona bianca? Quali sono i nuovi divieti e le nuove restrizioni all’orizzonte? Praticamente nessuno. Gli ultimi interventi del governo in buona sostanza hanno cancellato le differenze tra le due zone. La differenza più grande era l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto: inizialmente prevista dalla zona gialla in poi, la misura è stata invece estesa a tutta Italia a partire dal giorno di Natale. L’introduzione del super green pass – che si ottiene solo con la vaccinazione o la guarigione dal covid – ha poi fatto sì che le differenze tra bianco e giallo divenissero molto sfumate, quasi nulle. 

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In giallo, come in bianco, è confermato l’obbligo del green pass – basta quello base per ora, ma dal 10 gennaio servirà il “super” – per i mezzi pubblici nelle città e per i mezzi a lunga percorrenza. Resta sempre possibile uscire dal proprio comune e dalla propria regione. Anche in giallo negozi e centri commerciali restano aperti sempre, senza nessun limite d’orario. Per le consumazioni al bancone dei locali serve il super green pass sia in zona gialla che in bianca, per effetto dell’ultimo decreto. All’aperto al momento non è necessaria la certificazione verde, ma dal 10 gennaio servirà quella rafforzata. Anche in zona gialla per i tavoli al chiuso è necessario il super green pass e cade l’obbligo di far sedere massimo quattro persone al tavolo. Chiuse sia in zona gialla che in zona bianca le discoteche, almeno fino al 31 gennaio.

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