MARZAMEMI. FESTA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA: NON CI SARÀ LA PROCESSIONE DEL SIMULACRO

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Sarà una festa di San Francesco di Paola particolare quella che verrà celebrata a Marzamemi lunedì prossimo.
Per la prima volta dopo 75 anni, dall’ultima interruzione dovuta al conflitto mondiale, è questo il primo anno in cui non si svolgerà infatti la processione del Patrono del borgo marinaro per le vie della frazione e nelle acque del porticciolo.
La Pro Loco di Marzamemi, con il suo presidente Nino Campisi, e il parroco don Lorenzo Piasentini, hanno voluto però promuovere una pubblicazione, con i testi scritti dal giornalista Salvo Sorbello e la grafica di Seby Campisi, per ripercorrere la storia di una festa che nel borgo viene celebrata da sempre e in maniera molto sentita.
Basti ricordare come a coprire le spese dei festeggiamenti si provvedeva nel passato sia col contributo della compagnia portuale, che considerava san Francesco, ai fini retributivi, come un componente della compagnia
stessa e sia con la donazione, da parte del proprietario della tonnara, di un tonno, il più grosso che si pescava in quel giorno.
La pubblicazione della Pro Loco verrà diffusa gratuitamente sia il giorno della festa, lunedì prossimo, sia su tutto il territorio regionale, dove il culto di San Francesco di Paola, che era anche il Patrono del Regno delle Due Sicilie, è molto diffuso. Per noi siciliani é “u Santu Patri“ e a Palermo la festa si svolge tra la seconda e la terza domenica seguente la Pasqua. San Francesco di Paola viene festeggiato in molti altri comuni siciliani come Portopalo di Capo Passero, Catania, Messina, Leonforte, Castelvetrano, Cianciana, Milazzo, Trapani, Gela, Castellana Sicula,
Alcamo, Salemi, Marsala, Vita, Cefalà Diana.
“Con questa pubblicazione – dichiarano don Lorenzo e Nino Campisi – abbiamo inteso onorare San Francesco di Paola. Alla base c’è il rapporto intimo ed inscindibile che lega Marzamemi al suo patrono. Il momento della festa costituisce un’esperienza di popolo, che rafforza il senso di appartenenza, per cui ciascuno, anche non praticante, si sente davvero coinvolto in un avvenimento, parte integrante di una storia collettiva, semplice e attuale”.

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