Mobilitazione per le unioni civili, oggi una manifestazione con Arcigay e Stonewall. Intanto il consigliere Sorbello polemizza sulla legge

Da molte città italiane parte l’appello per l’approvazione della legge in materia, in discussione al Senato il 28 gennaio e anche a Siracusa è prevista questa sera, alle 21, una mobilitazione nazionale a favore delle unioni civili in largo XXV Luglio. La manifestazone è organizzata dall’Arcigay Siracusa e Stonewall Glbt Siracusa con la partecipazione di varie realtà come Amnesty Siracusa, Arci Siracusa, Arciragazzi, Astrea, Cgil, Chiesa Evangelica Battista di Siracusa, Consulta Civica, Rete Degli Studenti, Rifiuti Zero, Unione Degli Studenti e Zuimama Arciragazzi.
Nell’appello rivolto al Parlamento si legge che “l’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni”. Prende posizione sulla legge delle unioni civili il consigliere Salvo Sorbello, nonchè presidente nazionale Anci: “C’erano stavolta tutti i presupposti per evitare scontri e strumentalizzazioni, in quanto nessuno metteva più in discussione la possibilità di disciplinare giuridicamente le unioni omosessuali. Ma si è voluti andare oltre la tutela di alcuni legittimi diritti, sia individuali sia sociali- dichiara Sorbello- cercando di imporre un modello di convivenza all’interno del quale si ritiene, ad esempio, che possano esserci non un padre e una madre ma un genitore 1 e un genitore 2. Dimenticando che c’è un diritto del figlio e non il diritto ad un figlio! Se davvero- polemizza Sorbello- si vuole una legge sulle unioni civili conforme alla Costituzione e non un simil matrimonio, se non si vuole trasformare il figlio addirittura in un oggetto di compravendita, con l’abominevole pratica dell’utero in affitto, non serve erigere barricate né condannare o schierarsi contro qualcuno, ma un confronto sereno e costruttivo”.

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