“Una Sicilia con le carte in regola” è la definizione data dal presidente della Regione Nello Musumeci nel dossier che racconta quanto è stato fatto dall’Esecutivo regionale o quanto è ancora in itinere. Si chiama “Quattro anni alla Regione”, e contiene una estrema sintesi del lavoro svolto fino a dicembre 2021.

Il Presidente della Regione, Nello Musumeci in una sala Alessi a Palermo, gremita di giornalisti, ha voluto commentare le sue affermazioni di qualche giorno fa su un suo “passo indietro“ in vista delle prossime elezioni o una possibile dimissione da inquilino di Palazzo d’Orleans. Il Presidente è andato dritto al dunque, senza fraintendimenti.

“Sono un Presidente scomodo in una terra che finge di volere cambiare”. Entra subito a gamba tesa, il Governatore siciliano, per annunciare il suo passo di lato per la ricandidatura alla Presidenza della Regione. Scuro in volto, anche se si sforza di sorridere, Nello Musumeci, fa sapere di non avere alcuna intenzione di dimettersi, anzi. “Non lascio, io ho un impegno con il popolo siciliano, che ho assunto quando mi ha eletto, e fino all’ultimo giorno servirò la mia regione e il popolo siciliano nei loro legittimi interessi rimanendo con la schiena dritta e con la stessa integrità morale e lo stesso entusiasmo del primo giorno“, ribadisce con forza. Ma è arrabbiato. E si vede.

Ecco l’annuncio ufficiale: “Nei prossimi giorni, completato il ballottaggio, si riuniranno a Roma i leader del centrodestra. Ho detto alla mia leader, Giorgia Meloni, che ringrazio per la tenacia, la perseveranza, la passione con cui ha difeso il diritto alla mia ricandidatura, che se il mio nome risultasse divisivo sarò pronto a fare un passo di lato. Se tutto questo può servire all’individuazione di un candidato unitario. Quando lo avranno trovato me lo presenteranno e tutti saremo felici di poterlo sostenere“. Insomma, non è un passo indietro, ma un ultimo tentativo di ricomporre la coalizione di centrodestra per la sua ricandidatura.

Il governatore della Sicilia Musumeci: «Toglierò il disturbo»- Corriere.it

“Io non voglio rompere il centrodestra. Se mi spiegano, però, perché io posso non essere candidato ma naturalmente non sono così egoista da dover andare avanti per forza. La mia ambizione non è così importante da mettere a rischio la coalizione. Ma qualcuno mi deve convincere perché io non sono il candidato“.

Dopo aver ricordato un fatidico incontro con la stampa nell’agosto allo “Spasimo“ nel quale anche allora gli fu chiesto notizie sul suo possibile secondo mandato a Palazzo d’Orleans, il Presidente ha tenuto a sottolineare la coerenza che lo ha sempre contraddistinto in tutti questi anni.

“Ho voluto riproporre questo primato dell’eterna domanda, perché la coerenza è importante nella politica. E chi mi conosce sa che io ho fatto della mia vita una regola di coerenza . L’altra volta a Catania ho detto “Presto toglierò il disturbo“. Ecco io sono un presidente scomodo in una terra che finge di voler cambiare. Però io credo ancora nel primato della politica e nel valore di un unità della coalizione. Ho iniziato a vent’anni con il centrodestra e come tutti i valori questo centrodestra va tutelato oltre le aspirazioni personali“.

Ma alla platea il Presidente ha voluto regalare altre considerazioni: “In questi ultimi giorni ho ricevuto messaggi di centinaia di cittadini alcuni dei quali sconosciuti, alcuni appartenenti a schieramenti politici e contrapposti che hanno esortato a non arrendermi a non mollare. Li ringrazio per il loro affetto ma voglio ricordare che la mia non è una scelta di resa. Non mi sono mai arreso, tranne una volta quando il Padre Eterno si è chiamato mio figlio. Io non mi dimetto, ho un impegno con il popolo siciliano e fino all’ultimo giorno servirò la mia Regione e i siciliani rimanendo con la schiena dritta. Andrò in giro per la Sicilia a programmare e ad aprire nuove opere. La mia è una scelta di responsabilità per non indebolire il centrodestra, per consentirgli di tornare a vincere. Io sarei un presidente divisivo ma nei sondaggi, invece, negli ultimi sei mesi ad opera di istituti nazionali, l’ultimo youtrend del 31 maggio scorso, in tutti gli scenari elettorali, mi fanno vincente. Eppure per i miei alleati, io rimango un presidente divisivo. Se il sondaggio contrasta la tesi ricorrente di qualche vicino di casa chi perde credibilità è lui“.

Su quanto avvenuto a Taormina sul palco nella serata di gala del Taobuk Festival, condiviso con il duo comico Ficarra e Picone che hanno ironizzato sulle infrastrutture siciliane, è intervenuto lo stesso Musumeci: “Loro fanno i comici che, peraltro, hanno fatto il nostro gioco sulle strade. E noi sulle strade ci teniamo a dire che abbiamo fatto una battaglia con Roma. La competenza delle strade è del M5S e del PD tranne di Fratelli d’Italia. Il Governo nazionale è rimasto sordo sulle richieste dell’adeguamento della rete stradale“.

“Io non vendo la mia terra per un posto al Parlamento nazionale – ha aggiunto Musumeci. O vengo messo in condizione di raccogliere nei prossimi cinque anni quello che abbiamo seminato o mi metto da parte e continuo a fare quello che fa un militante. Non accetto compromessi, né la Meloni mi ha mai chiesto un baratto. Anche in politica c’è un momento per parlare e uno per tacere. Oggi ho detto questo ma mi riservo di dire altro in un’altra occasione. Per ora andiamo alla soluzione migliore perché il centrodestra possa vincere“.

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