NOTO. AVVISO DI CONCLUSIONE DELLE INDAGINI PRELIMINARI PER QUATTRO PERSONE, TRE ACCUSATE DI TRUFFA ED UNA DI SIMULAZIONE DI REATO

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Nella giornata di ieri, agenti del Commissariato di P.S. di Noto, al termine di indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di quattro persone, due uomini ed una donna, accusati del reato di truffa, e di un altro uomo accusato di simulazione di reato.

Il 28 settembre scorso, i tre truffatori, due dei quali netini ed uno originario di Ispica, si sono presentati in una gioielleria del centro storico di Noto, mostrandosi interessati all’acquisto di oggetti di valore (due teste di moro e un centrotavola in ceramica di Caltagirone, una collana in acciaio, una collana in oro e un orologio di marca, per un valore complessivo di 2.500 euro, che i tre saldavano a mezzo di un assegno. All’atto dell’incasso presso la banca, il cassiere tratteneva il titolo bancario poiché falso. Nei giorni successivi, il gioielliere, ritenendosi truffato, si rivolgeva agli agenti del Commissariato che, esperite immediate indagini, anche grazie alla visione delle telecamere di videosorveglianza, installate in corrispondenza dell’esercizio commerciale, risalivano all’identità dei responsabili, persone già conosciute alle forze di polizia. Redatta l’informativa di reato, veniva richiesta alla Procura della Repubblica di Siracusa l’emissione di un decreto di perquisizione personale e locale per recuperare i beni di provenienza delittuosa. Una volta eseguita, la perquisizione consentiva di rinvenire i beni, opportunamente posti in sequestro penale, per poi essere restituiti al gioielliere su disposizione della Procura.
I responsabili, pertanto, venivano denunciati per truffa in concorso, ricevendo notifica dell’avviso di conclusione indagini. Nei riguardi del quarto soggetto veniva contestata la simulazione di reato poiché, al fine di far conseguire l’impunità dei truffatori, denunziava falsamente presso un Ufficio di Polizia di aver smarrito 15 assegni bancari in bianco, tratti dai suoi conti correnti tra cui anche l’assegno in
questione.

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