I Carabinieri della Stazione di Testa dell’Acqua, con l’ausilio dei limitrofi presidi dell’Arma, nel corso di un
vasto ed approfondito controllo svolto congiuntamente a personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale
(Settore Veterinario) ed al Corpo Forestale della Regione Siciliana, hanno ispezionato diversi allevamenti di bovini.
Molto intensa e trasversale l’attività compiuta, che segue di pochi giorni altra di analoga natura: gli
accertamenti hanno spaziato dall’ambito penale a quello amministrativo, arrivando ad interessare l’aspetto sanitario, con la verifica della sussistenza dei canoni di salubrità previsti dalla normativa di settore nella tenuta degli allevamenti di bovini.
Numerosi gli illeciti rilevati, tra cui spiccano quelli afferenti alla mancata autorizzazione alla movimentazione del bestiame e, soprattutto, alle anomalie relative alla titolarità dell’allevamento: gli oltre
cento animali, che sarebbero dovuti appartenere a soli due proprietari, sono risultati intestati ad una
moltitudine di allevatori, per lo più originari della provincia di Messina.
L’attività costituisce solo l’ultima di una serie di misure adottate, infatti qualche giorno fa è stato posto in
sequestro un toro poiché, per dissimularne artificiosamente il furto, gli erano state apposte marche auricolari di altro bovino.
Varia la natura degli illeciti rilevati nell’ultimo periodo: si va dalla mancata dichiarazione di provenienza e
destinazione dei bovini, alla mancanza della prevista documentazione identificativa, al più grave reato di
riciclaggio di capi di bestiame di cui era stato in precedenza denunciato il furto.
In ultimo, quattro persone sono state deferite alla Procura della Repubblica di Siracusa.

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