Con dodici voti a favore e tre contrari, il Consiglio comunale di Noto, ha approvato ieri la delibera con la quale si dichiara lo stato di dissesto finanziario. Si è così conclusa la procedura che era stata avviata con la delibera del primo settembre, con la quale è stato accertato un disavanzo al 2020 pari a 61.855.243,74 euro, che avrebbe dovuto essere coperto nel bilancio di previsione 2021/2023.

Per risanare la grave situazione finanziaria nel bilancio 2021/2023 andrebbero ripianati per ogni anno ben 11 milioni di euro, importo giudicato insostenibile per la struttura dell’attuale bilancio comunale.

La condizione delle finanze dell’ente, ha indotto il Consiglio comunale ad escludere anche la possibilità di avviare una improbabile procedura di predissesto, il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale.

Si tratta di un importo insostenibile per la struttura dell’attuale bilancio che subisce i seguenti effetti negativi: della scarsa capacità di riscossione dei tributi e delle entrate extra-tributarie; del Fcde (Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità) che accantona anche sul bilancio di previsione un fondo importante dovuto all’incapacità di incassare le c.d. entrate di difficile esazioni (Tari, Imu coattiva, Fitti, etc); dell’obbligo di accantonare il Fondo di garanzia dei crediti commerciali dovuto al mancato rispetto degli indicatori di ritardo di pagamento e di riduzione dello stock di debito calcolati per il 202l; del basso gettito delle entrare tributarie in particolare dell’Imu ordinaria; dell’esposizione debitoria in termini di mutui che per il 2021 si attesta intorno ai 700.000,00 euro importo destinato ad aumentare negli anni successivi.

L’amministrazione Figura imputa alla gestione di Corrado Bonfanti, sindaco per 10 anni di Noto, la colpa di avere portato il Comune al dissesto

“Oltre ad avere ereditato un disavanzo di oltre 61 milioni di euro – ha commentato l’attuale primo cittadino di Noto, Corrado Figura – abbiamo ereditato anche un Comune con conti pignorati, con anticipazioni di liquidità che venivano utilizzate non per sanare debiti ma per spesa corrente, cosa che non si può fare, abbiamo ereditato tante ditte che avanzano soldi per investimenti e spese inerenti la scorsa amministrazione. È evidente che in base alle normative attuali ed a questo disavanzo l’unica via percorribile prevista per legge è quello del dissesto per il bilancio consuntivo 2020 che riguarda la precedente amministrazione”.

Ora il Comune di Noto dovrà limitarsi allo stretto indispensabile per garantire i servizi ai cittadini.

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