Il consiglio dei Ministri qualche giorno fa ha approvato un nuovo decreto legge per rafforzare l’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza. Questo è arrivato esattamente lo stesso giorno in cui l’Ue ha versato all’Italia la prima rata da 21 miliardi che si va ad aggiungere a quella da 24,9 ricevuta lo scorso agosto come anticipo.

Al fine di potenziare il contrasto all’evasione fiscale, è stato anticipato l’obbligo di possesso del Pos per tutte le attività commerciali e per i professionisti, oltre ad interessanti novità in termini di fatturazione elettronica.

Quanto all’obbligo delle attività commerciali e professionisti di accettare pagamenti digitali (bancomat, carta di debito e credito, ecetera), è stato previsto a partire dal 30 giugno che ogni esercente debba dotarsi di un terminale Pos che accetti il pagamento digitale. Un anticipo di 6 mesi rispetto alla data prevista che era fissata al 1° gennaio 2023.

A differenza della norma precedente, adesso è prevista una multa di 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata per chi non si mette in regola. Per chi deve ancora dotarsi di un apparecchio Pos il governo ha previsto un credito d’imposta per incentivarne l’acquisto. La norma ha suscitato alcune polemiche soprattutto tra i rappresentanti sindacali dei commercianti che chiedono l’abbattimento del costo delle commissioni a carico delle imprese e non sanzioni per incentivare il passaggio ad una moneta sempre più elettronica.

In disaccordo anche le associazioni dei consumatori per i dubbi sull’applicabilità della norma. Saranno, infatti, i cittadini a dover segnalare l’esercente sprovvisto di terminale Pos alle forze dell’ordine. Saranno, poi, loro ad accertare il mancato rispetto della norma e disporre la sanzione.

La seconda norma a contrasto dell’evasione fiscale riguarda la fatturazione elettronica. La norma inizialmente prevedeva l’estensione della fatturazione elettronica a tutte le Partite IVA in regime di flat tax a partire da Luglio. La norma, poi è stata depotenziata e soltanto i contribuenti che hanno ricavi superiori ai 25mila euro dovranno adeguarsi alla fatturazione elettronica. Tutti gli altri potranno restare con la modalità classica.

Anche il lavoro nero mira ad essere ulteriormente contrastato con la nascita del Portale unico del contrasto al lavoro sommerso. Si tratta di un’unica banca dati che accentra i dati dei risultati delle attività di vigilanza in materia di lavoro sommerso esercitate dai diversi organi ispettivi quali Ispettorato nazionale del lavoro, personale ispettivo dell’INPS, INAIL, Arma dei Carabinieri e Guardia di finanza. L’obiettivo è quello di ridurre il lavoro nero e recuperare i contributi evasi al fisco.

Pos | doppia sanzione per chi non accetta pagamenti elettronici Lotteria  scontrini istantanea

Il Fisco, va chiarito subito, non vuole conoscere in alcun modo i dettagli della transazione effettuata dal cliente e dunque avere i dati di chi acquista, nel pieno rispetto delle regole sulla privacy. Con questo obbligo l’amministrazione finanziaria vuole avere i dati di chi vende beni o servizi non saldati con il contante. Le informazioni ricevute dai gestori di carte elettroniche, bancomat o di mezzi di pagamento digitale saranno utilizzati per effettuare analisi di rischio mirate grazie all’incrocio con quelle ricevute da esercenti e professionisti obbligati all’invio dei corrispettivi telematici. In pratica, in questo modo il Fisco punta a far emergere le anomalie dalla mancata trasmissione di scontrini rispetto agli importi incassati con moneta elettronica e che potranno essere utilizzate a contrastare l’evasione più difficile da scardinare, come detto, quella con consenso tra le due parti delle operazioni. E non solo. Nel mirino del Fisco e della Guardia di Finanza potranno finire anche altre anomalie che potrebbero far emergere operazioni di vero e proprio riciclaggio, con rilevanti somme in possesso di esercenti e professionisti a fronte di pochi scontrini battuti o poche ricevute emesse.

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