Il 25 novembre di ogni anno si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne da un’idea dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 1999. 

Con questa ricorrenza l’ONU si è posta come obiettivo di sensibilizzare a livello internazionale su questo argomento cercando di dare un supporto concreto a tutte le donne e/o bambine colpite da atti di violenza psicologica o fisica. 

Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne: perchè il 25 novembre?

La data della celebrazione non è stata scelta a caso: il 25 novembre 1960 vennero torturate le sorelle Mirabal dai militari di Trujillo. Da quel momento divennero attiviste del “Movimento 14 giugno” ovvero un gruppo politico clandestino con l’obiettivo di opporsi alla dittatura del regime di Rafael Leónidas Trujillo. 

Il 25 novembre è stato scelto per ricordare l’uccisione delle tre sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal. 

Violenza sulle donne: qualche dato in Italia

In Italia i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

Laddove le famiglie sono più a stretto contatto e trascorrono più tempo assieme, come avvenuto durante l’attuale pandemia, aumenta il rischio che le donne e i figli siano esposti alla violenza soprattutto se in famiglia vi sono gravi perdite economiche o di lavoro. Man mano che le risorse economiche diventano più scarse, possono aumentare anche forme di abuso, di potere e di controllo da parte del partner. 

Nel 2021 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking (promosso e gestito dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio) sono aumentate del 79,5% rispetto all’anno prima, sia per telefono, sia via chat (+71%).

Rispetto agli anni precedenti, sono aumentate le richieste di aiuto delle giovanissime fino a 24 anni di età e delle donne con più di 55 anni.

Riguardo agli autori, aumentano le violenze da parte dei familiari, mentre sono stabili le violenze dai partner attuali.

A chi rivolgersi

  • 112: chiamare il numero di emergenza senza esitare, né rimandare:
    • in caso di aggressione fisica o minaccia di aggressione fisica;
    • se si è vittima di violenza psicologica;
    • se si sta fuggendo con i figli (eviti in questo modo una denuncia per sottrazione di minori);
    • se il maltrattante possiede armi.
  • Numero antiviolenza e anti stalking 1522 – Il numero di pubblica utilità 1522 è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo. L’App 1522,  disponibile su IOS e Android, consente alle donne di chattare con le operatrici. È possibile chattare anche attraverso il sito ufficiale del numero anti violenza e anti stalking 1522.
  • App YouPol realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, l’App è stata estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche. 
  • Pronto Soccorso, soprattutto se si ha bisogno di cure mediche immediate e non procrastinabili. Gli operatori sociosanitari del Pronto Soccorso, oltre a fornire le cure necessarie, sapranno indirizzare la persona vittima di violenza verso un percorso di uscita dalla violenza.
  • Mappa dei consultori in Italia.
  • Centri antiviolenza sul sito del Dipartimento delle pari opportunità.
  • Farmacie, per avere informazioni se non è possibile contattare subito i Centri antiviolenza o i Pronto soccorso.
  • Telefono Verde AIDS e IST 800 861061 se si è subita violenza sessuale. Personale esperto risponde dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00. Si può accedere anche al sito www.uniticontrolaids.it .
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