La prima manovra di bilancio del Governo Meloni, dopo l’approvazione del Senato, è diventata legge. Giancarlo Giorgetti, alla guida del ministero dell’Economia, ha dichiarato “Missione compiuta. Il bilancio che abbiamo presentato rispetta gli impegni presi con gli elettori e ha maturato prima la fiducia dei mercati e delle istituzioni europee e ora ancora più importante, quella del Parlamento. Prudenza, coerenza e responsabilità costruiscono fiducia”.

Per il 2023 la legge di Bilancio, da 35 miliardi, è così legge. Ed è per la stragrande maggioranza dedicata alle bollette e al contrasto ai rincari energetici: voci che si prendono 21 miliardi e che, per altro, hanno in molti casi un orizzonte limitato al primo trimestre dell’anno. Dalle pensioni alla stretta al Reddito di cittadinanza, dall’assegno unico ai bonus: ecco i principali interventi.

Oneri azzerati e sconti alle imprese: le misure per l’energia

La manovra impiega 21 miliardi per l’energia. Rafforzato il credito d’imposta per le imprese, si allarga la soglia Isee per le famiglie per accedere ai bonus sociali. Cambia la tassa sugli extraprofitti.

Pensioni, quota 103. Opzione donna per poche

Possibilità molto limitate per chi nel 2023 vorrà andare in pensione in anticipoquota 103, la nuova misura transitoria che sostituisce quota 100, in attesa di una vera riforma della legge Fornero, include solo chi ha almeno 41 anni di contributi e 62 anni di età, e Opzione Donna mantiene la possibilità solo per chi ha almeno 60 anni, l’età si riduce di uno o due anni solo in caso di figli. La rivalutazione deve accontentarsi delle risorse a disposizione, premia comunque gli assegni medio-bassi. Le minime saranno aumentate fino a 600 euro, ma solo per gli ultra settantacinquenni e con una copertura limitata al 2023.

Reddito di cittadinanza

Si va verso l’abolizione dal 2024 del Reddito. Verrà erogato solo per sette mesi, il prossimo anno, ai circa 440 mila nuclei familiari che non hanno al loro interno un disabile, un minorenne, o un anziano. 

E tutti gli altri lo percepiranno solo fino al 31 dicembre 2023, poi sarà abolito.

Fisco, condono e stralcio delle mini-cartelle: 12 sanatorie

Il governo l’ha chiamata “tregua fiscale” e ha inserito nella Manovra un folto pacchetto di norme che riguardano il rapporto tra Fisco e contribuenti. Tra i dodici condoni previsti, c’è il colpo di spugna per i debiti erariali sotto i 1.000 euro per il periodo 2000-2015. Eccezione per i Comuni: potranno scegliere se annullare o meno i crediti.

Tasse, flat tax più ampia per le partite Iva. Giù il cuneo ai dipendenti

Cuneo contributivo ridotto di due punti per chi ha un reddito fino a 35 mila euro. Le buste paga di 13,8 milioni di lavoratori, quindi, manterranno l’aumento ottenuto quest’anno, che va da 178 euro netti (per chi ha un reddito lordo annuo di 12 mila euro) a 435 euro netti per chi ha un reddito di 35 mila euro. Per i lavoratori con redditi fino a 25 mila euro, taglio del cuneo potenziato a 3 punti percentuali, uno in più rispetto a quello del 2022. Per gli autonomi, la flat tax al 15% sale da 65 a 85mila euro di soglia di fatturato. Debutta anche quella “incrementale”, sempre per le Partite Iva: tassata al 15% una quota dell’incremento di reddito registrato quest’anno rispetto al maggiore tra i redditi dichiarati nei tre anni precedenti e che sono assoggettati alle aliquote ordinarie dell’Irpef.

Assegno unico potenziato, smart working solo per i fragili

Cambia l’assegno unico che ha accorpato le detrazioni per i carichi familiari. Dal 2023 la maggiorazione forfettaria per i nuclei con quattro o più figli – pari a 100 euro mensili per nucleo, già riconosciuta per il 2022 – viene incrementata del cinquanta per cento. Si prevede l’aumento del 50% per ciascun figlio di età inferiore ad un anno, oppure di età inferiore a tre anni nel caso in cui l’Isee del nucleo familiare sia inferiore o pari a 40.000 euro e vi siano almeno tre figli. Lo smart working agevolato sarà mantenuto solo per i fragili. Giù l’Iva su prodotti femminili e per l’infanzia.

Superbonus, mutui, mobili

La Manovra mantiene il Superbonus 110% anche nel 2023: solo in specifici casi che riguardano i condomini, per gli altri scenderà infatti al 90%. L’anno prossimo si potranno detrarre al 50% le spese fino a 8mila euro per frigoriferi&Co con il bonus mobili. Sui finanziamenti per l’acquisto, si allungano le misure a vantaggio dei giovani e torna la possibilità di passare dal variabile al fisso. 

Dalla spesa alimentare allo psicologo: tutti i bonus

La 18App va in soffitta e arriva un doppio binario per incentivare i neo maggiorenni ad andare al cinema o a teatro, o comprare libri: una “Carta della cultura Giovani” per quelli in un nucleo familiare con Isee fino a 35mila euro; una “Carta del merito“, ai maturati con 100 centesimi. Mezzo miliardo in un Fondo per sostenere l’acquisto di beni alimentari alle famiglie con Isee fino a 15mila euro, c’è anche la sperimentazione del Reddito alimentare: distribuzione dell’invenduto dei supermercati agli indigenti. Il bonus psicologo viene esteso per agli anni 2023 e 2024. Il limite sale a 1.500 euro a persona (nel 2022 era di 600 euro a persona con parametrazione alle diverse fasce Isee entro i 50.000 euro). Basso, alla luce dell’interesse registrato nel 2022 (accolta una domanda su dieci per limiti di risorse), il tetto complessivo di spesa: 5 milioni di euro per il 2023 e 8 milioni decorrere dal 2024.

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