La Guardia medica di Pachino potrà continuare regolarmente ad erogare il servizio di continuità assistenziale grazie anche alla partecipazione dei medici di famiglia.
Su disposizione del direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra, il Comitato Aziendale per la Medicina generale, nella seduta del 25 ottobre scorso, ha deliberato l’ impiego anche di medici di medicina generale per scongiurare il rischio di una nuova chiusura della Guardia medica di Pachino, dove il numero di medici di continuità assistenziale che in genere presta servizio nelle Guardie mediche dell’ Azienda non raggiunge ormai da tempo un numero sufficiente per assicurarne i turni di servizio necessari.
“La scelta di impegnare i medici di medicina generale oltre il limite di massimale previsto, in regime ordinario – spiega il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Salvatore Lucio Ficarra – rappresenta una sperimentazione concordata con l’Assessorato alla Salute dopo che il precedente protocollo di intesa tra l’Assessorato e le organizzazioni sindacali di medicina generale aveva cessato i suoi effetti il 30 settembre scorso, facendo ritornare la Guardia medica di Pachino a rischio di non apertura, con conseguente stato di forte disagio per la popolazione locale. Grazie a questo impegno l’Azienda potrà garantire la continuità del servizio non solo a Pachino ma anche in quei Presidi del territorio che in emergenza si troveranno sforniti di personale di continuità assistenziale”.
“Il 28 ottobre, dopo la delibera del Comitato aziendale – dichiara il direttore dell’Unità operativa Cure Primarie, Lorenzo Spina – abbiamo pubblicato l’avviso per il reperimento dei medici di
medicina generale al quale hanno già risposto positivamente, dando la propria disponibilità, alcuni
medici di famiglia, consentendo al Distretto sanitario di Noto di predisporre i nuovi turni”.
“Il contributo prestato dai medici di medicina generale è importante – dichiara il direttore sanitario,
Salvatore Madonia – consentirà non solo di dare continuità alla Guardia medica di Pachino ma anche
di mettere in sicurezza i presidi più a rischio con particolare attenzione anche agli istituti penitenziari”.

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