Palazzolo Acreide. Continua la protesta dei ristoratori che hanno occupato la sala consiliare del Comune

Covid, a Palazzo Acreide i ristoratori consegnano i grembiuli al Comune e  occupano l'aula consiliare - CorrieredelMezzogiorno.it

Consegnate le divise da lavoro e adesso l’occupazione della sala consiliare del Municipio. Continua così la protesta dei ristoratori di Palazzolo Acreide. Una manifestazione pacifica e nel rispetto delle norme anti Covid che vede coinvolti, ristoratori, bar, catering per un settore che nel comune montano rappresenta una parte centrale dell’economia, messa a dura prova dalla pandemia in corso. I ristoratori palazzolesi lamentano di essere rimasti “senza sostegni certi”. E le misure adottate finora non sono servite a molto. Per questo una nuova protesta e l’invio al governo e alla regione di un lungo documento. Si tratta, come detto, di una protesta pacifica, ma ferma dei titolari dei 32 ristoranti, di tre pasticcerie e 12 bar di Palazzolo Acreide. Giorno e notte si avvicendano nei turni per non lasciare mai il municipio. Hanno appeso le loro casacche nel cancello di ferro del Palazzo di città e chiedono aiuti di Stato dopo un lockdown che li ha sfiancati, non solo sotto il profilo economico. L’aula consiliare è presidiata dai carabinieri e dai poliziotti della Digos della Questura di Siracusa, ma finora non si sono verificati incidenti.
In una lettera inviata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, fanno sapere che Palazzolo per le sue bellezze artistiche ed architettoniche, vive di turismo e il settore della ristorazione ha un indotto di 400 persone. Lavoratori che non hanno ancora ricevuto i ristori promessi, e non più in grado di dare da mangiare alle loro famiglie.
Al governo di Roma chiedono la sospensione immediata di tutte le rate su mutui ipotecari, mutui chirografari, prestiti personali e leasing, contratti per sia l’attività che a titolo personale; sostegno integrale per il pagamento dei canoni di locazione dei locali sia per le attività che per le civili abitazioni dei ristoratori;
sostegno integrale per il pagamento delle utenze delle attività; versamento dei contributi Inps per tutto il periodo di emergenza; annullamento di tutte le cartelle esattoriali pregresse; riconoscimento di un sostegno economico mensile legato al carico familiare e alle effettive esigenze personali e familiari; sostegno economico mensile ai dipendenti licenziati e che non fruiscono di cassa integrazione.
Fanno sapere che in mancanza di risposte, la loro protesta andrà avanti ad oltranza.

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