Palazzolo Acreide. Estorceva danaro a connazionali: arrestato dai Carabinieri

Il 3 ottobre scorso, all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Siracusa, i Carabinieri della Stazione di Palazzolo Acreide hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Siracusa nei confronti di un cittadino romeno accusato dei reati di estorsione continuata.

Si tratta di Daniel Florin Dibu, di 23 anni, già noto alle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti penali contro la persona ed il patrimonio.

A conclusione di mirata e complessa attività investigativa, il Dibu è stato difatti individuato dai Carabinieri quale autore di diversi atti estorsivi nei confronti di un suo connazionale convivente, nonché di diversi successivi tentativi di estorsione, alcuni dei quali monitorati dagli inquirenti.

L’attività d’indagine traeva origine nel mese di maggio di quest’anno quando i Carabinieri della Stazione di Palazzolo Acreide ricevevano la denuncia della vittima, iniziando immediatamente gli accertamenti volti all’identificazione del reo. Effettivamente le indagini hanno permesso di dimostrare come il Dibu, sotto costante minaccia di morte, si fosse impossessato della Carta d’Identità italiana della sua vittima convivente ed abbia richiesto, per la restituzione, mai avvenuta, una somma settimanale che andava dai 20 ai 50€. Tali richieste non si esaurivano con il trasferimento della vittima, ma anzi proseguivano con maggiore insistenza, e si estendevano al nuovo convivente del malcapitato, il quale, all’ennesima dazione di danaro, vistosi rifiutata l’istanza di restituzione del documento, si è affidato alle forze dell’ordine. Solo l’intervento dei Carabinieri ha difatti permesso la restituzione del documento di identità, rinvenuto a seguito di perquisizione domiciliare nella disponibilità del Dibu

La vittima, dopo una prima sottomissione alle richieste da parte dell’estorsore, aveva subito confidato nel celere e tempestivo intervento delle forze dell’ordine e della magistratura, concretizzatosi immediatamente con la restituzione del documento di identità, poi, in maniera efficace, a distanza di pochi mesi dall’ultimo episodio, con l’arresto del reo, il quale, espletate le formalità di rito, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime degli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

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