Paolo Ficara (M5S) firma un emendamento sblocca risorse per aziende del trasporto pubblico locale e regionale a statuto speciale

Porta la firma del parlamentare siracusano Paolo Ficara (M5s) un importante emendamento al decreto Rilancio. Interviene in materia di trasporto pubblico locale e risponde a quello che appare un insolubile problema per il settore in Sicilia. L’emendamento sblocca l’assegnazione e l’erogazione di risorse alle aziende del trasporto pubblico locale e regionale delle regioni a statuto speciale.
“Parliamo di oneri relativi ai rinnovi dei contratti di lavoro e alle indennità di malattia, per un arretrato complessivo accumulato nel quinquennio 2014-2019 di circa 450 milioni di euro. Soldi che erano bloccati da anni”, spiega Paolo Ficara, componente della commissione Trasporti alla Camera e primo firmatario dell’emendamento.
“Nello specifico, l’emendamento stabilisce che entro 90 giorni dovranno essere emanati i decreti interministeriali sulla base dei dati già trasmessi alla data del 23 febbraio 2020. Inoltre, le risorse relative all’annualità 2019 dovranno essere erogate in due soluzioni: la prima, pari all’80% delle risorse, a titolo di anticipazione e la seconda, a saldo, a seguito dei controlli contabili. In questo modo, sarà possibile accelerare i processi approvativi e contabili – che avevano paralizzato i pagamenti per anni – e le aziende del settore, già gravemente colpite dall’emergenza e dalle misure anticovid, avranno la liquidità di cui hanno bisogno”, aggiunge il parlamentare pentastellato Paolo Ficara.
Per il trasporto pubblico locale siciliano è una buona notizia. Permette infatti di recuperare oltre 150milioni di arretrati con sentendo alle aziende di poter mantenere piena operatività seppure in una fase di incertezza e difficoltà economica. Lo conferma anche l’entusiasmo con cui Asstra, l’associazione trasporti, ha salutato l’approvazione dell’emendamento. In una nota, la segreteria regionale dell’associazione ha ringraziato il MoVimento 5 Stelle per il risultato ottenuto che equipara le autonomie speciali al resto delle regioni italiane.

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