Invieremo al ministero per la Transizione ecologica un documento per chiedere la sospensione dei termini per la definizione della perimetrazione del Parco e la consegna ai sindaci degli atti legati all’istituzione del Parco”.

Lo ha detto il deputato regionale di Prima l’Italia, Giovanni Cafeo, al termine dell’audizione della III e IV Commissione regionale in seduta congiunta durante la quale sono stati sentiti i rappresentanti delle associazioni di categoria ed i 27 sindaci dei Comuni in cui è prevista l’istituzione del Parco degli Iblei, comprendente le province di Siracusa, Catania e Ragusa.

“E’ emerso – spiega il deputato regionale di Prima l’Italia, Giovanni Cafeo – quanto da noi denunciato: i primi cittadini non sono stati messi nelle condizioni di esprimere le loro valutazioni sulla perimetrazione del Parco per il semplice fatto che non hanno ricevuto alcuna documentazione. Per cui, senza atti in mano, i capi delle amministrazioni locali non hanno alcuna possibilità di organizzare degli incontri con tutte le categorie interessate al fine di esprimere le proprie valutazioni. Inoltre, e cosa altrettanto grave, è stato fissato un termine così risicato, entro il 30 luglio, che di fatto suona come un ultimatum”.

Il parlamentare regionale di Prima l’Italia stigmatizza il comportamento pilatesco assunto dai Liberi consorzi e della Regione siciliana.

“E’ inconcepibile che i sindaci – dice Cafeo – e le associazioni di categoria siano stati sostanzialmente tagliati fuori da un processo decisionale di tale portata, capace di cambiare gli equilibri economici ed occupazionali di un territorio così vasto. In questo contesto, trovo discutibile il ruolo assunto dai commissari dei Liberi consorzi, peraltro non scelti con libere elezioni ma indicati dall’amministrazione regionale, chiamati a sollecitare i sindaci nel dare una valutazione sommaria sulla perimetrazione del Parco degli Iblei, evidentemente già decisa”

“I Liberi consorzi, da un lato ed il Governo regionale dall’altro, non possono essere – aggiunge Cafeo – spettatori di questa vicenda, abbiano, invece, il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, prendendo delle posiziono chiare, coinvolgendo gli enti locali, le forze produttive e sociali di ciascun territorio. Non è ammissibile scaricare sui sindaci le responsabilità di una scelta per cui non dispongono di informazioni essenziali ai fini di una decisione. In sostanza, i primi cittadini sono chiamati a compiere un salto nel buio e questo è intollerabile”.

Il parlamentare regionale, in merito al documento da inviare al Governo nazionale, tiene a precisare che attorno all’iniziativa si è registrato un consenso unanime.

“D’accordo con i sindaci – prosegue Cafeo – e le associazioni di categoria, che hanno preso parte all’audizione in Commissione, e la quasi totalità dei deputati regionali, abbiamo deciso di redigere questo documento che punta a coinvolgere i territori ed a coniugare il rispetto dell’ambiente con la salvaguardia degli investimenti”

“Si tratta di una questione molto delicata e complessa, in quanto all’interno del Parco ci sono le aree Zes e le super Zes che avranno il merito di portare – conclude Cafeo – nuove opportunità tra Siracusa, Catania e Ragusa, per non parlare dei fondi del PNRR. Se pensano che, con un tratto di penna, possano realizzare un Parco, su un’area di 140 mila ettari dove insistono 27 Comuni con migliaia di imprese che hanno già impegnato risorse per i loro investimenti, si sbagliano di grosso. Sì al Parco degli Iblei ma facciamo con cognizione di causa, a tutela dell’ambiente e degli interessi del territorio”.

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