Presentato ieri all’Ars il regolamento delle primarie regionali. Il voto è previsto giorno 23 luglio e le candidature potranno essere presentate entro il 30 giugno. Per votare ci si potrà registrare già dai prossimi giorni sulla piattaforma informatica con documento di identità. Potranno votare anche i 16enni residenti in Sicilia. Il voto, comunque previa registrazione, si potrà esplicitare sia da remoto che in uno dei 32 punti voto fisici dislocati in Sicilia. Durante la conferenza stampa di presentazione, alla quale erano presenti Claudio Fava (Centopassi) , Anthony Barbagallo (Pd), Nuccio Di Paola (M5S), Pippo Zappulla per Articolo 1, Manuela Parrocchia e Pierpaolo Montalto per Sinistra Italiana, Nino Oddo per il Partito Socialista, Mauro Mangano e Antonella Ingianni per Europa Verde, si è specificato il carattere aperto ed inclusivo del regolamento e della coalizione.

“Si tratta del primo esperimento in Italia di primarie congiunte – esulta il segretario del Partito democratico in Sicilia, Anthony Barbagallo – ed è la prima volta che il Pd celebra in Sicilia le primarie per individuare il candidato presidente della Regione. La Sicilia è ancora una volta laboratorio politico, sia nel merito che nel metodo: con sinistra e Movimento 5Stelle condividiamo un campo valoriale”.

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Chi si candida dovrà firmare un atto dal notaio per impegnarsi a sostenere il candidato vincitore. I gruppi rappresentati all’Ars non dovranno presentare firme per candidare un proprio esponente: gli altri, invece, dovranno raccogliere duemila firme e poi presentare una lista in almeno cinque collegi.

“Quello di oggi – afferma Nino Oddo, leader del Psi – è un passaggio importante. Questa è una proposta aperta alla società siciliana”.

“Questo – avvisa Pierpaolo Montalto di Sinistra Italiana – è un messaggio a chi pensa che il territorio siciliano possa essere devastato. La Sicilia e i siciliani devono dire basta”.

“Oggi – aggiunge Mauro Mangano di Europa verde – mostriamo la differenza. La Sicilia non è un ring: noi sceglieremo il presidente nell’unità”.

“Questa coalizione – osserva, invece, Pippo Zappulla di Articolo 1 – non insegue chi ha avuto responsabilità di governo nel disastro della Sicilia”.

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Perché, in effetti, la coalizione è un tema. “Questo campo – prosegue Di Paola – è alternativo alle destre e al governo Musumeci. Non ci appassionano le sigle e i nomi. Basiamoci sui contenuti e sui valori del campo progressista. Il termine è il 30 giugno alle 20: chiunque voglia può presentare una candidatura, che poi dovrà essere valutata”.

“Noi – rilancia il leader dei Centopassi Claudio Fava – apriamo questo percorso a tutte le forze di opposizione, tutte le forze progressiste come +Europa e Azione di Carlo Calenda. Non saranno una conta fra forze politiche per vedere chi è più forte: saranno il confronto fra candidati che si misurano su un progetto di sinistra”.

Ancora da definire il parterre dei candidati: Fava è già in campo per la sinistra, mentre nel Movimento 5Stelle si contendono la nomination il sottosegretario Giancarlo Cancelleri, Nuccio Di Paola e il deputato regionale Luigi Sunseri.

Nel Pd si fanno i nomi degli eurodeputati Caterina Chinnici Pietro Bartolo, ma anche dello stesso Barbagallo. I socialisti, dal canto loro, hanno intenzione di presentare un proprio portabandiera. Sui nomi c’è, però, anche una polemica: ieri (venerdì ndr) il segretario provinciale del Pd Rosario Filoramo ha attaccato in un’intervista i “candidati familiari di vittime di mafia”.

“Non so se fosse riferito a me o a Chinnici, alla quale ho espresso la mia solidarietà – attacca Fava, figlio del giornalista Pippo, ucciso da Cosa nostra – lo ritengo offensivo”.

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La prima polemica c’è già. Per una campagna elettorale che ha un mese per entrare nel vivo. Prima di lanciare quella vera. Quella per tentare l’approdo a Palazzo d’Orléans.

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