Riceviamo e pubblichiamo comunicato inviatoci dall’ Associazione culturale Lamba Doria.

“L’Associazione culturale Lamba Doria segnala alle Istituzioni competenti, al Comune di Siracusa e alla Soprintendenza ai Beni culturali ed Ambientali di Siracusa il grave episodio alla vista di tutti i cittadini siracusani e ai numerosi turisti, sulla tabella turistica collocata al Tempio di Apollo, riportante un breve testo con alcune gravi inesattezze storiche.

La targa riporta che il Tempio di Apollo trovò la sua attuale “liberazione“ dagli edifici che offuscavano la sua attuale bellezza, solo dopo il periodo fascista: tutto falso!

La riqualificazione del sito parte da lontano, gli edifici che coprivano l’attuale sito del Tempio di Apollo fu al centro del dibattito politico ed urbanistico della città di Siracusa tra la fine dell’800 e gli inizi del 900. In quel periodo, infatti, sull’onda dell’espansione urbanistica della città che portò all’edificazione del quartiere umbertino, si palesò l’esigenza di svelare le antiche vestigia della città greca dalle superfetazioni delle epoche precedenti, in primis del periodo spagnolo, per riportarle alla fruizione della città. Ovviamente il percorso fu lungo e riguardò anche la sistemazione urbanistica attuata in epoca fascista. La caserma spagnola del “Quartiere vecchio“ fu abbattuta tra il 1934 e il 1935, mentre le casupole addossate sul muro della cella furono demolite nel 1938. Sempre in quegli anni si pensò di riorganizzare l’area su progetto dell’architetto Gaetano Rapisardi, fedelissimo di Piacentini e autore del Pantheon dei caduti siracusani. Purtroppo, l’incalzare degli eventi bellici non permise la sistemazione dell’ area e il progetto di Rapisardi rimase solamente un’idea sulla carta. Nel frattempo, Luigi Bernabò Brea, subentrato a Giuseppe Cultrera nel 1941 alla guida della Soprintendenza, completò le opere di consolidamento dei ruderi.

A tale proposito abbiamo subito sentito il Soprintendente ai Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa, e ci informa che il progetto realizzato con fondi UNESCO, dove è capofila il Comune di Noto, ha ricevuto l’autorizzazione dalla Soprintendenza ma non è mai venuta a conoscenza del testo che doveva essere a sua volta autorizzato e delle loro attuali collocazioni. La Soprintendenza si adopererà da subito a diffidare gli autori alla sistemazione di questi gravi refusi storici“.

Associazione culturale Lamba Doria

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