Reddito di Cittadinanza, nuove regole in arrivo: sarà più semplice perderlo

Reddito di cittadinanza, nuovo assegno a domanda - ItaliaOggi.it

Reddito di Cittadinanza: in arrivo nuovi obblighi. Sembra questa la strada che hanno scelto d’intraprendere dal Ministero del Lavoro, potenziando il meccanismo sanzionatorio che porta alla decadenza della misura in caso di mancato rispetto della condizionalità.

Ad aprile 2022 scatteranno i tre anni del Reddito di Cittadinanza e in quell’occasione i beneficiari della prima ora, ossia coloro che sono stati tra i primi a fare domanda (già nel marzo del 2019), perderanno nuovamente il diritto alla misura vista la decorrenza di altre 18 mensilità dall’ultimo rinnovo. Paradossalmente, però, questi potranno presentare una nuova domanda così da percepire il Reddito di Cittadinanza per altri 18 mesi.

Sicuramente nelle intenzioni iniziali il Reddito di Cittadinanza non doveva essere una misura da riconoscere per il lungo periodo: l’obiettivo era di accompagnare la famiglia verso una propria indipendenza economica, intervenendo su quelle persone “occupabili” per far sì che queste potessero trovare lavoro il prima possibile.

Tuttavia, un po’ la pandemia, un po’ una scarsa volontà politica nel far funzionare il progetto e un po’ alcune falle nella rete dei servizi, hanno fatto sì che solo in pochi casi il Reddito di Cittadinanza sia stata una misura “temporanea”, tant’è che ci sono famiglie che ancora oggi lo percepiscono dal lontano aprile del 2019 (per questo nel 2021 per il RdC si è arrivati alla cifra record di 10 miliardi di euro). Oltre a intervenire su quello che non ha funzionato, ad esempio ripensando le politiche attive cominciando dall’introduzione del GOL, dal Ministero del Lavoro stanno studiando anche una serie di nuovi obblighi per i beneficiari della misura.

Tolleranza zero: questi dovranno accettare un’offerta di lavoro quando questa verrà proposta dal Centro per l’Impiego. A tal proposito, ricordiamo che a partire dal secondo periodo di fruizione della misura – quindi dopo i primi 18 mesi – vi è già l’obbligo di accettare la prima delle offerte di lavoro congrue presentate, pena la decadenza della misura. Offerta che può arrivare da:

  • tutta Italia;
  • da un massimo di 250 chilometri di distanza per le famiglie con minori o disabili a carico.

Fino a oggi, però, neppure le modalità di presentazione dell’offerta congrua sono state chiare: nella maggior parte delle Regioni questi non hanno una procedura chiara per poter tracciare le offerte congrue.

Per questo motivo si sta ragionando sulla possibilità di rendere più snelle le varie operazioni, riconoscendo ad esempio anche le offerte di lavoro presentate con mezzi meno convenzionali, come ad esempio SMS e messaggi WhatsApp.

Ma non è questa l’unica novità. Ad esempio, viste le polemiche degli ultimi mesi riguardo al fatto che “il Reddito di Cittadinanza impedisce di trovare lavoratori stagionali” si sta valutando la possibilità di prevedere anche degli obblighi a riguardo. Nel dettaglio, come spiega il Messaggero, si vuole intervenire su uno dei criteri che definiscono l’offerta congrua, ossia:

rapporto di lavoro a tempo indeterminato oppure determinato o di somministrazione di durata non inferiore a tre mesi, con orario a tempo pieno o con orario non inferiore all’80% di quello dell’ultimo contratto di lavoro (art. 5, co. 1, lettere a) e b), D.M. n. 42/2018). L’offerta è congrua quando è di almeno tre mesi, dunque. Si sta pensando di ridurre questo periodo a due mesi, obbligando di fatto i percettori del Reddito di Cittadinanza ad accettare anche offerte di lavoro stagionali. Ma va detto che sussiste sempre un’altra condizione: quella che definisce l’offerta congrua quando questa è “coerente con le esperienze e le competenze maturate”. Anche riducendo la durata del contratto, infatti, non si potrebbe comunque chiedere a una persona con competenze ed esperienze come elettricista di accettare un lavoro come cameriere.

L’intenzione sembra, dunque, essere quella di riconoscere il diritto al beneficio solamente a chi dimostra realmente d’impegnarsi nella ricerca di una nuova occupazione. Si cercherà d’intervenire, quindi, su tutti quei beneficiari da “divano”, ossia coloro che hanno deciso di fare affidamento al solo sostegno economico evitando qualsiasi occasione di lavoro.

Per questi ci saranno una nuova serie di obblighi – non è ancora chiaro quali – che porteranno, se non soddisfatti, alla perdita immediata della misura.

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