Sanità Sicilia, approvata la Rete ospedaliera: ecco le novità

La commissione Salute dell’Ars presieduta da Margherita La Rocca Ruvolo ha approvato la rete ospedaliera. Le modifiche, presentate dall’assessore regionale Ruggero Razza, sono passate con sette voti favorevoli, quelli della maggioranza più Nicola D’Agostino di Sicilia Futura. Contrari i 5 Stelle mentre si è registrata l’astensione del Pd. Adesso, le scelte dovranno essere vagliate dal ministero della Salute a Roma prima di poter portare a termine questa sostanziale riforma del sistema ospedaliero dell’isola. L’approvazione della rete dovrebbe consentire l’attivazione di 170 posti letto in più: dai 16.336 attivi al primo gennaio del 2016 ai 18.051 già previsti dalla precedente programmazione. La vera novità, rispetto agli anni passati, sarà la distribuzione dei posti tra “acuti” e “post-acuti”: i primi notoriamente più redditizi per i privati, a differenza dei secondi (quelli per la lungodegenza). I posti letto per acuzie crescono di poco (264), mentre quelli per le lungodegenze di molto (1.451 in più). Scenderanno, invece, le unità complesse, cioè le strutture guidate da primari: dalle 1.024 previste dalla rete del Governo Crocetta alle 873 previste nel documento di Razza. Nella nuova rete, è confermato il modello che suddivide gli ospedali gerarchicamente in Dea di secondo livello (strutture altamente specializzate e integrate), Dea di primo livello (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (sono quelli che mantengono almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l’ortopedia), ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture di base per affrontare le emergenze). A Siracusa gli ospedali di maggiori dimensioni (Dea di primo livello) saranno l’Umberto 1° del capoluogo e l’ospedale di Avola-Noto. Quello di Lentini viene indicato come ospedale di base, mentre il “Muscatello” di Augusta resiste come presidio in zona disagiata.

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