Scuole e asili nido nel terzo incontro della Consulta della Legalità e della Democrazia

“La Consulta oggi a Siracusa è l’unico tentativo di far parlare i siracusani e di rappresentarne i bisogni, dinanzi ad una amministrazione che non ha contraddittorio e che non ha bisogno di confrontarsi con nessuno”. Questo il saluto di Ezechia Paolo Reale, stamattina all’Urban Center, al terzo appuntamento di quello che è diventato il luogo di opposizione alle scelte dell’amministrazione comunale. Il tema è quello che probabilmente assilla di più le famiglie in questo momento, la scuola e la riapertura degli asili nido. Problematiche emerse e che, probabilmente, culmineranno con una manifestazione.

“Edilizia scolastica al tempo del covid nella nostra città? – ha detto Enzo Vinciullo nel suo intervento – E’ chiaro che la nostra amministrazione sia in ritardo notevole, assoluto, rispetto ai tempi richiesti. Non ha tenuto conto della richiesta dei presidi che sono nella assoluta incertezza di dover ospitare i ragazzi in locali non idonei o adeguati alle loro necessità. Nonostante l’amministrazione sia stata sollecitata, in quanto assegnati a Siracusa 670mila euro (e per un po’ di tempo il Comune – ha aggiunto – ha negato la presenza di questa somma) ora continuiamo ad essere in assoluto ritardo, con incarichi dati, senza alcun bando di gara, a tecnici professionisti e lavori mai iniziati. Il rischio vero è che si voglia cambiare la naturale predisposizione dei locali scolastici e questo comporterà la perdita di tutte le certificazioni che le scuole già hanno. Avevamo proposto i locali dell’Aeronautica Militare ma la amministrazione comunale ha preferito fare un bando per cercare 45  aule tra i privati”.

“Per quanto riguarda gli Asili Nido siamo davvero coscienti di quello che sta accadendo? A Siracusa su questo tema si gioca un grosso problema occupazione (di tante operatrici e lavoratori di altissima qualità disoccupati e di cui nessuno parla) di un bando inesistente e di una concertazione con i sindacati che manca. Se il comune – termina Enzo Vinciullo – non riesce a fare un vero e proprio bando, perché non vuole fare partire il servizio degli asili comunali? Una semplice comunicazione può essere considerato un bando? Inoltre, come possibile che ad oggi solo tre iscrizioni? Accade solo perché la gente non è informata, oppure scoraggiata oppure invogliata da una amministrazione svogliata a iscrivere i propri figli negli asili privati, le cui liste scoppiano anzi addirittura vi sono liste di attesa”.

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