Siccità, possibilità di zone rosse in tutto il Paese. “Fare previsioni in questo momento è oggettivamente complicato. È evidente che c’è una situazione drammatica in molte zone del Paese; che le aree cosiddette rosse, quelle in cui c’è una diminuzione dei livelli dei fiumi e dei Laghi e dove la risorsa idrica sta mancando, si stanno allargando sempre di più e quindi quasi tutto il Paese nel corso delle prossime settimane ci aspettiamo che entri in zona rossa“. Lo ha dichiarato in una intervista il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, sottolineando che “non deve stupirci la preoccupazione sul fatto che anche in centri abitati di dimensioni maggiori ci possa essere un intervento“.

In Sicilia la mancanza di acqua, soprattutto in estate, è un problema sia per i consumatori che per i lavoratori, soprattutto quelli che si occupano di agricoltura.

“La situazione nell’Isola per il settore agricolo è tragica come ogni estate”. Francesco Ferreri, presidente di Coldiretti Sicilia, non usa giri di parole in un’intervista rilasciata ad AdnKronos.

A sostegno della sua tesi sull’impatto della siccità in Sicilia, Ferreri presenta i drammatici numeri della crisi. “Secondo una stima in difetto, calcoliamo circa 200 milioni di euro di danni“.

Un settore in ginocchio anche per i maggiori costi energetici, “pure quelli per estrarre l’acqua dai pozzi”, e gli aumenti che si sono registrati e che “l’agricoltore non ha ricaricato sul consumatore finale”.

“Bisogna cambiare la filosofia di approccio per l’irrigazione, non si può pensare di andare avanti con strutture obsolete come i Consorzi di bonifica, che non rispondono assolutamente alle richieste degli imprenditori”, denuncia Ferreri.

“Ci sono Consorzi di bonifica che danno l’acqua, altri no, altri ancora con lavoratori in sciopero. Chiaramente, a queste condizioni, la programmazione per gli imprenditori diventa complicata”. Il dito è puntato anche sulla mancata di riforma della loro gestione. “In tutti questi anni è stato solo un perpetuarsi di impegni, promesse, proroghe. Insomma commissariamenti di commissariamenti”.

I due Consorzi di bonifica (orientale e occidentale) racchiudono i precedenti 11. La superficie servita da opere di irrigazione è di 168.824 ettari, di cui oltre 25.000 a cielo aperto e circa 143 a pressione, “una parte delle quali non efficienti”, denunciano da Coldiretti Sicilia.

Allarme siccità, Le associazioni di settore denunciano i problemi alle  colture - Sicilia Rurale

In queste superfici ci sono le più importanti coltivazioni siciliane: frutteti, orti, vigneti. La Sicilia vive di prodotti d’eccellenza nel settore agricolo, quindi non c’è dubbio che la siccità rappresenti un pericolo non indifferente per l’economia locale.

Difficile anche la situazione per gli agrumi e per gli ortaggi. “Frutta e ortaggi sono come sempre danneggiati, così come gli allevamenti dove si è costretti a comprare i foraggi a costi esorbitanti”, spiega Ferreri nel suo intervento per Adnkronos.

Ecco perché, di fronte agli effetti devastanti di un cambiamento climatico sempre più evidente, per il numero uno di Coldiretti Sicilia occorre pensare a “un sistema idrico che sia rispondente alle richieste degli imprenditori agricoli”.

Al Governo regionale, quindi, Coldiretti Sicilia chiede una riforma per “una struttura moderna, snella, digitale che permetta una seria programmazione”.

“Basta – conclude coldiretti – con il commissariamento, i Consorzi di bonifica devono essere gestititi dagli agricoltori”.

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