L’Ars approva la proroga per due mesi dei contratti del personale amministrativo assunto dalle Asp siciliane per l’emergenza Covid. La norma è stata inserita nelle variazioni di bilancio che avrebbero dovuto recepire l’accordo da 200 milioni con lo Stato: i 200 milioni, alla fine, non ci sono, ma arriva all’ultimo istante un emendamento (proposto in prima persona dall’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone) che proroga fino alla fine di febbraio il contratto del personale tecnico, amministrativo e informatico che lo Stato aveva trascurato. Le opposizioni, però, sono scettiche sulla legittimità della decisione: “L’articolo verrà certamente impugnato“, profetizza il deputato grillino, Luigi Sunseri.

La norma era stata sollecitata dai sindacati: “I tecnici sono circa 3mila – dicono Andrea Gattuso (Nidil Cgil), Giuseppe Cusimano (Felsa Cisl) e Danilo Borrelli (Uil Temp Sicilia) – ricordiamo che i co.co.co. sono impiegati presso le strutture commissariali nate per l’emergenza Covid e che in questi ultimi due anni difficili di pandemia hanno retto i servizi volti a contrastare questa emergenza. Chiediamo il rinnovo dei contratti per questi lavoratori visto che l’emergenza Covid non è mai finita e subito un incontro per valorizzare queste professionalità che, in un momento così difficile per il Paese, hanno reso un servizio essenziali per i cittadini“.

Il contratto prevede 18 ore settimanali. “Ieri – dice il presidente della Regione, Renato Schifani – ho incontrato una delegazione di questi lavoratori e ho preso un impegno che ho subito mantenuto, grazie anche alla sensibilità del Parlamento regionale sul tema. Lavoreranno ancora per due mesi e nel frattempo c’è l’impegno di tutte le parti coinvolte a sedere a un tavolo tecnico, che istituiremo presso l’assessorato alla Salute, che cercherà di individuare possibili percorsi per l’impiego di queste risorse umane“.

Passa poi una norma per i laboratori di analisi: prevede lo stop all’obbligo di accorpare i centri più piccoli, sul quale grava una pronuncia della Corte costituzionale prevista per marzo. La legge, per il resto, prevede un accantonamento da 67 milioni per rispondere ai rilievi della Corte dei Conti. Il recepimento dell’intesa con lo Stato, in attesa del via libera del Senato alla manovra, invece, è rinviato alla Finanziaria. L’Ars è stata rinviata al 10 gennaio: si rinuncia così all’approvazione dell’esercizio provvisorio entro il 31 dicembre. “Sulla manovra Falcone ha fatto cilecca“, accusa Cateno De Luca di “Sicilia vera“. Dall’1 gennaio la Regione andrà in gestione provvisoria: via libera solo alle spese d’emergenza.

Il presidente della IV Commissione, Giuseppe Carta commenta a caldo l’emendamento, approvato all’ARS. “Questa proroga arriva come un sospiro di sollievo in un periodo di festività dove si assiste sempre ad una penuria di personale a fronte di un carico maggiore di lavoro. Un primo passo necessario che ci permette di guadagnare tempo prima di approdare a soluzioni definitive.”

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