“Cambiare lo statuto della Fondazione Inda o sarà il caos“. È la richiesta di un Comitato, composto da Salvo Baio, Mario Blancato, Roberto Fai e Marina De Michele, all’istituto, organizzatore degli spettacoli classici al Teatro greco di Siracusa, alle prese, peraltro, con l’individuazione di un nuovo soprintendente dopo la fine dell’era Antonio Calbi, che ha guidato l’ente negli ultimi 4 anni.

La Fondazione, presieduta dal sindaco di Siracusa, ha pubblicato un avviso per l’incarico ma è proprio sul ruolo di soprintendente che il Comitato fa leva, sostenendo, in sostanza, che si mischia a  quello del consigliere delegato, creando confusione di competenze.

“Il caso Calbi ripropone l’esigenza di ridefinire le competenze del sovrintendente artistico e culturale e del consigliere delegato della Fondazione Inda. Analizzando lo statuto dell’Inda, emerge infatti con tutta evidenza la commistione delle competenze attribuite a queste due figure” spiegano i componenti del Comitato.

Secondo lo statuto, “il consiglio di amministrazione dell’Inda definisce gli indirizzi artistico-culturali su proposta del consigliere delegato. Dunque, è quest’ultimo che delinea, senza neanche la “previa intesa” con il sovrintendente, le scelte artistiche e culturali dell’Inda, pur non avendo, alcuna specifica competenza nel campo artistico e culturale” spiega il Comitato.

I membri del Comitato sostengono che, per le competenze chieste, un consigliere delegato somiglia più ad un manager d’aziende piuttosto che ad un esperto di teatro. “Quanto ai compiti attribuitigli dallo statuto, il consigliere delegato predispone il budget economico, il bilancio di esercizio; definisce l’organizzazione degli uffici, la pianta organica del personale. Si tratta di competenze di natura amministrativa e contabile, ma neanche lontanamente artistiche e culturali” precisa il Comitato.

Analizzando il profilo del soprintendente, stando allo Statuto, il Comitato chiarisce:  “deve possedere i seguenti requisiti: elevato profilo culturale e “riconosciuta esperienza nella gestione degli spettacoli dal vivo”. Finalmente un riferimento agli spettacoli. Quanto ai compiti, egli elabora e predispone i programmi di attività della Fondazione, ma sulla base degli indirizzi artistici e culturali proposti dal consigliere delegato e approvati dal consiglio di amministrazione”.

Nel ragionamento del Comitato, il consigliere delegato, pur non avendo competenze teatrali, detta la linea a chi, come il soprintendente, vive e lavora di teatro.

“Ecco perché è necessaria la riscrittura di alcune parti dello statuto, separando – scrivono i componenti del Comitato – la parte amministrativa e contabile (che potrebbe restare in capo al consigliere o amministratore delegato o essere affidata ad un dirigente amministrativo) da quella artistica e culturale che andrebbe attribuita in toto al sovrintendente”.

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