Siracusa. Associazioni turistiche: “L’amministrazione comunale non convoca la Consulta speciale per l’imposta di soggiorno, contravvenendo a quanto previsto dal Regolamento”

Turismo a Siracusa | Algila, Antico Hotel Roma

“Convocare la Consulta speciale per l’imposta di soggiorno, ovvero il tavolo tecnico permanente che ha funzioni consultive e propositive”. E’ la richiesta avanzata a Francesco Italia, sindaco di Siracusa nonché presidente della Consulta in questione, da Noi albergatori Siracusa, dall’associazione Guide turistiche e da altre associazioni di categoria.

Una richiesta che si appella all’ultimo comma dell’articolo 1 del Regolamento sull’imposta di soggiorno nella Città di Siracusa secondo cui: “La Consulta viene convocata dal presidente ogni qual volta lo ritiene necessario e in ogni caso almeno 2 volte l’anno, o su richiesta di almeno il 50% dei componenti degli organismi di rappresentanza”.

“E invece – osserva Giuseppe Rosano, presidente di Noi albergatori Siracusa, tra i promotori della richiesta – l’amministrazione comunale, da quando si è insediata, ovvero da oltre due anni, non ha mai convocato le parti in un tavolo tecnico per discutere la destinazione dei corrispettivi incassati dall’imposta di soggiorno versata dai turisti. Né hai mai fornito la rendicontazione di come e dove abbia speso i diversi milioni di euro dei corrispettivi riscossi, per i quali il legislatore ha previsto l’utilizzo esclusivamente rivolto allo sviluppo economico e turistico della nostra città, per: migliorare i servizi di ospitalità, accoglienza, fruibilità e decoro urbano, nonché azioni di comunicazione e marketing, promozione di eventi culturali di grande attrattiva e richiamo turistico, incrementando la qualità dei servizi. Gettito di imposta che dovrebbe favorire anche azioni più incisive volte ad accrescere i flussi turistici e le caratteristiche antropologiche del territorio”.

Il presidente di Noi albergatori Siracusa non ha dubbi. “Di fatto si sta contravvenendo così a quanto previsto dal Regolamento ma soprattutto si sta venendo meno a un principio di trasparenza, sottraendosi alle richieste di chiarimenti circa l’utilizzo della tassa di soggiorno più volte invocati dagli albergatori e non solo. In molte altre città italiane a vocazione turistica – aggiunge Rosano – tavoli tecnici sono ordinariamente aperti agli affiliati del settore, laddove si elaborano e prefissano piani di azioni sull’utilizzo dei proventi derivanti dall’imposta soggiorno, con l’obiettivo di dare soluzioni migliorative per soddisfare le aspettative dei turisti: perché a Siracusa non avviene?”

Rosano conclude: “Noi albergatori, insieme ai sottoscrittori dell’istanza, possiamo e vogliamo fornire il contributo delle nostre esperienze per favorire, attraverso il lavoro di concertazione, l’indiscutibile e auspicabile sinergia tra amministrazione comunale e operatori turistici. Perché soprattutto in un momento difficile come quello che stiamo attraversando, a causa del Coronavirus, è importante trovare la necessaria concertazione per tracciare il futuro turistico della nostra città”.

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