Siracusa. Didattica a distanza per gli alunni del “Raiti”, inagibile dopo il maltempo

Le infiltrazioni d’acqua hanno causato diversi danni ad una scuola, l’istituto comprensivo Raiti, al punto che la dirigente ha decretato la chiusura dell’edificio, in via Pordenone, nella zona alta di Siracusa, e l’avvio delle lezioni con la Didattica a distanza fino al 5 novembre.

“A seguito degli eventi meteorologici di natura eccezionale che hanno investito il territorio della provincia di Siracusa, dai tecnici dell’edilizia scolastica sono state riscontrate, presso il nostro istituto, più criticità che rendono necessari interventi di messa in sicurezza che saranno realizzati nei prossimi giorni” ha spiegato la dirigente.

Pertanto, è stato inibito l’uso dei locali fino al completamento dei lavori stessi che sono stati già disposti con la dovuta urgenza.

Purtroppo, gli effetti del ciclone Apollo sono visibili, anche, nelle zone balneari, sommerse dall’acqua. Ci sono ancora strade e case allagate, il personale della Protezione civile è al lavoro con le idrovore ed al tempo stesso è impegnato, come detto ieri dall’assessore Sergio Imbrò, a liberare i canali ostruiti dagli arbusti e dalle erbacce, la cui otturazione è stata tra le ragioni dell’effetto “vasca da bagno”.

“Ripristino funzione di deflusso delle acque meteoriche di tutti i canali raccolta acqua, presenti dal bivio Fanusa –Arenella fino all’ingresso Samoa, C. da Arenella e verifica/realizzazione di quelli mancanti” chiedono i componenti del Comitato Pro Arenella. Secondo alcuni esperti, in particolare due agronomi,  Alessandra Trigilia e Antonino Attardo, ci sono altre cause legati agli allagamenti. Tra questi la forte espansione edilizia nelle zone balneari.

Apollo svela le fragilità: contrade balneari edificate senza regole, la  natura presenta il conto – SiracusaOggi.it

“L’espansione urbanistica  presente  a sud della città di Siracusa ha profondamente modificato i regimi idraulici del territorio della pianura costiera. Le naturali e lievi pendenze del terreno sono diventate il problema principale rispetto al deflusso delle acque meteoriche che in origine sfociavano in mare” spiegano i due esperti.

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